La stagione di Mehdi Taremi è al di sotto delle aspettative con la maglia dell’Inter: spunta un dato particolare sulla sua posizione in campo
L’Inter deve ancora riprendersi dal ko contro la Juve in campionato con una certezza ben precisa, quella che solo con il lavoro si possano raggiungere gli obiettivi sperati in Italia come in Europa. Le ambizioni sono massime, ma la squadra non è riuscita a supportarle negli scontri diretti giocati in questa stagione, almeno fino a questo momento.
Contro i bianconeri sono stati individuati diversi colpevoli, ma l’attacco è il principale indiziato, viste le tantissime occasioni da gol create dai nerazzurri nel corso del primo tempo che non hanno portato alcuna rete. Visto il problema alla caviglia di Marcus Thuram, è sceso in campo dal primo minuto Mehdi Taremi e le cose non sono andate proprio bene.
Arrivati a metà febbraio, si può dire che ci si aspettava decisamente di più dal centravanti ex Porto, arrivato a parametro zero la scorsa estate. Invece, il bottino resta magro, soprattutto sotto il profilo dei gol e delle grandi occasioni create. È solo una la rete realizzata in questo campionato, per giunta su rigore e ininfluente sotto il profilo del risultato.
Nel 3-5-2 di Simone Inzaghi, le punte sono chiamate a turno a venire incontro e fare da sponda per la manovra della squadra. Mehdi Taremi ha subito interpretato molto bene questo principio tattico, ma la sua difficoltà a presidiare l’area di rigore è chiara e anche assolutamente sorprendente per come ci aveva abituato nel resto della sua carriera.
La heatmap stagionale del centravanti mostra come la zona in cui agisce di più sia addirittura poco dopo il cerchio della metà campo, quasi da rifinitore più che da attaccante. La velocità e il cambio di passo, però, non sono più quelli dei tempi migliori, per cui il bomber poi fa fatica a farsi trovare pronto per fare gol negli ultimi trenta metri.
In generale Taremi sembra aver perso quel fiuto e la forza fisica che un tempo trainavano le sue stagioni, per cui spesso viene controllato senza troppa difficoltà dalle difese avversarie. In più, non sembra proprio trovarsi a memoria con i compagni di reparto e il gioco di Inzaghi. L’estate si avvicina e ora l’ex Porto è tutto tranne che sicuro della permanenza.
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