Inter-Barcellona ha scritto una nuova pagina della storia dell’Inter, ma ha cambiato anche il futuro di Piotr Zielinski
Il gruppo, il cuore, la tecnica e il cinismo: l’Inter ha superato il Barcellona nella semifinale di Champions League e ha portato a casa una vittoria bellissima e molto sofferta che è valsa la qualificazione alla finale, dove incontrerà il Psg. Il successo è di portata enorme, sia sotto il profilo sportivo, sia su quello economico, e culmina un percorso di quattro anni con Simone Inzaghi in cui sono arrivate due finali.
I meriti, in questo caso, non vanno solo ai titolarissimi che comunque sono stati molto bravi a condurre la squadra fino a qui, ma anche alle seconde linee, che nella ripresa sono entrate molto bene. Tra i cambi decisivi e più positivi, c’è sicuramente Piotr Zielinski. L’ex Napoli è entrato nella zona nevralgica del campo, prendendo il posto di Hakan Calhanoglu, e ha dato un contributo essenziale.
È stato bravo in fase di copertura e a eludere il pressing avversario, prendendosi tante responsabilità nei momenti più difficili della partita. Arrivato a parametro zero la scorsa estate, in molti hanno gridato al flop negli ultimi mesi, condizionati da una grave stop muscolare che l’ha tenuto ai box praticamente per due mesi. Ora le cose potrebbero essere cambiate.
Marotta e Ausilio non hanno intenzione di rivoluzionare il gruppo forte che ha portato l’Inter fino a qui. Ci saranno degli acquisti, visti anche i lauti introiti arrivati dal percorso europeo, ma la base resterà quella attuale, come è giusto che sia. L’obiettivo resta quello di ringiovanire la rosa e abbassare il monte ingaggi, ma in questi ragionamenti non dovrebbe rientrare Zielinski.
Il polacco ha dato prova di qualità, anche a livello internazionale, e affidabilità, per cui il suo addio non è in programma e non verrà cercato, anzi potrebbe avere sempre più spazio alle spalle di Calhanoglu, anche in vista della possibile partenza di Asllani. Ha un contratto fino a giugno 2028 e si trova bene con il resto del gruppo, e avrà anche un anno di più di consapevolezza nel sistema di gioco di Simone Inzaghi.
Tutto va nella stessa direzione, quella della permanenza, mentre la dirigenza è a caccia di un’altra mezzala di qualità – con caratteristiche da fantasista – che possa completare il quadro in mezzo al campo.
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