Il dirigente bianconero protesta contro l’arbitro La Penna e il designatore Rocchi. Ma viene rimesso al suo posto
Continua a far rumore la sconfitta della Juventus nel derby d’Italia contro l’Inter. A fine partita, al posto del tecnico Spalletti, ai microfoni si sono presentati Chiellini e Comolli. Non per commentare la sfida di San Siro ma solo per lamentarsi dell’arbitraggio di La Penna, reo di aver espulso Kalulu per l’ingenuo fallo su Bastoni. In particolare l’ex difensore bianconero ha detto che “questo non è calcio”.
Una dichiarazione che ha fatto sobbalzare dalla sedia non soltanto gli interisti. Persino Serse Cosmi si è sentito di rispondere che “io l’ho vissuto quello che davvero non era calcio”. Il riferimento è allo scandalo di Calciopoli, che portò alla retrocessione della Juve in Serie B. Il vero problema è che per fare la morale a qualcuno, bisogna essere moralmente inattaccabile. E Chiellini è lontanissimo da questa posizione.
Basta rileggere la sua autobiografia in cui parlando del morso di Suarez scrisse: “Anch’io in campo sono un gran figlio di puttana e ne vado fiero: le malizie fanno parte del calcio, neanche le chiamo scorrettezze. Bisogna essere furbi”. Ci sono poi due video che lo ritraggono in atteggiamenti peggiori di quelli di Bastoni. Una in Nazionale contro la Svezia (CLICCA QUI) e l’altra proprio in uno Juve-Inter in cui una sua simulazione portò all’annullamento del gol di Lautaro (CLICCA QUI).
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