Il centrocampista nerazzurro ha rivolto un gesto polemico al pubblico lariano al momento della sostituzione
Al decimo della ripresa di Como-Inter, mister Chivu si era già giocato quattro dei cinque cambi. Oltre a Carlos Augusto che dopo l’intervallo aveva preso il posto di Bastoni, al 56esimo sono entrati Luis Henrique, Sucic e Bonny al posto di Dimarco, Zielinski e Pio Esposito. A metà del secondo tempo, il tecnico rumeno stava pensando di togliere anche Acerbi, ma rivolgendosi al vice Kolarov ha detto: “E se poi si fa male Calhanoglu?“.
Alla fine sono rimasti in campo entrambi e l’ultima sostituzione ha riguardato Nicolò Barella che acciaccato (da capire se ci sarà bisogno di esami strumentali, ndr) è stato rimpiazzato da Mkhitaryan. Uscendo dal terreno di gioco, in risposta ai fischi dei tifosi del Como, il centrocampista sardo ha salutato con la mano. Qui bisogna ristabilire la verità dei fatti: in primis non è vero che Barella ha fatto segno 4 come i gol dell’Inter.
Inoltre il problema non sono stati i fischi, normali quando si gioca in trasferta. Chi era allo stadio Sinigaglia ha potuto sentire benissimo che Barella è stato vittima di pesanti insulti personali per tutta la gara. Qualcuno si è udito anche in televisione. C’è persino chi sui social invoca la prova tv contro quello che ieri era il capitano dell’Inter per atteggiamento provocatorio. In realtà il gesto è stato visto da arbitro, assistente e quarto ufficiale, che hanno deciso di non sanzionarlo. Giustamente.
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