Il Varista del match di Serie A ritorna sull’episodio tra Bonny e Nico Paz che per l’AIA non era falloso
Oltre il danno la beffa. Per fortuna l’Inter ha vinto lo stesso, ma la trasferta dello scorso 12 aprile contro il Como ha rischiato di rimettere in discussione uno scudetto che oggi sembra molto vicino. Con i nerazzurri avanti 4-2 al Sinigaglia, l’arbitro Massa fischiò un calcio di punizione dal limite per i lariani per il contatto tra Bonny e Nico Paz. Al Var Aureliano si accorge che i due sono in area e gli fa concedere il rigore.
In effetti il contratto è in area, ma non è falloso come ammesso dall’AIA a Open Var qualche giorno dopo. Tanto che il designatore Rocchi ha punito il varista fermandolo per una giornata. Eppure lo stesso Aureliano, intervenuto a Napoli in un incontro dal titolo ‘Il Protocollo VAR: chi è sotto processo? La disciplina giuridica, la sua interpretazione e la sua applicazione‘, ha difeso la sua decisione.
“Bonny commette tre infrazioni (ma quali?!?) ma si ‘salva’ perché non tocca Nico Paz, altrimenti sarebbe stato da espulsione (lo ha detto davvero!). Non è rigore perché dopo aver calciato il giocatore del Como entra in uno spazio particolare. Ma il Var non interviene (tradotto: io non sono intervenuto visto che c’era Aureliano al Var) perché l’arbitro ha visto un’entrata imprudente e la valutazione di campo resta“. Peccato che l’AIA abbia detto che il Var doveva intervenire.
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