Dubbi sulla direzione di gara del fischietto di Aprilia contro il Torino. Potrebbe mancare anche un cartellino rosso
L’Inter si fa rimontare due gol dal Torino nella 34esima giornata di Serie A. Sulla partita, ancora una volta, hanno inciso le decisioni del direttore di gara, che ieri era Maurizio Mariani. Tre gli episodi da moviola, tutti giudicati a favore dei granata dall’arbitro internazionale di Aprilia, che rappresenterà l’Italia ai prossimi Mondiali. E che non dirigeva la squadra di Chivu da Napoli-Inter dell’andata.
In quel caso inventò un rigore per i partenopei su segnalazione dell’assistente Bindoni, stavolta ne assegna uno alla formazione di D’Aversa dopo On Field Review chiamata dal Var Mazzoleni. Punito il tocco di mano di Carlos Augusto, con braccio considerato in posizione innaturale. In effetti è sopra la linea della spalla, ma arriva da una giocata ravvicinata di Zapata. Ci sono elementi per la punibilità e per la non punibilità, quindi non c’è un chiaro ed evidente errore.
Andava lasciata la decisione di campo, come nel caso del tocco di mano di Coco in area granata. Viene considerata un’autogiocata e ci può stare come interpretazione. Molti più dubbi sul giallo mostrato a Ebosse che ferma Mkhitaryan lanciato a rete. Ci sono sicuramente tre parametri del DOGSO: direzione dell’azione, possesso palla, impossibilità di intervenire per altri difensori. Si può discutere sulla distanza dalla porta, ma il rosso non sembrava esagerato.
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