INTER, STRAMA E L’INSEGUIMENTO DEL FENOMENO / ROMA – La stagione 1997-98 fu magica per l’Inter, ma allo stesso tempo piena di polemiche. Legate tutte agli episodi abritrali esclusivamente a vantaggio della Juventus, allora diretta concorrente per la conquista del campionato. Quella squadra, composta da molti gragari, un paio di campioni- vedi Diego Simeone – e da un fuoriclasse assoluto. Il Fenomeno, Ronaldo. Alla guida tecnica c’era Gigi Simoni, che a fine stagione si dovette “accontentare”, anche se in quel periodo a valere sul serio non era solo la Champions, del successo in Coppa Uefa, vinta grazie a una splendida finale (3-0) contro la Lazio di Mancini. Quell’Inter, così tremendamente azzoppata dai gravissimi errori dei direttori di gara – su tutti il rigore non concesso a Ronaldo nella sfida decisiva contro la Juve – stabilì un piccolo ma significativo primato: vinse, infatti, otto partite consecutive in trasferta. La marcia trionfale lontano da Milano si arrestò a Strasburgo (25 novembre 1997, 3-0 per i francesi). Vicinissimo a tale piccolo primato è l’Inter di Stramaccioni, vittoriosa fino a ora per ben sette volte in trasferta, nelle quali ha subito solamente un gol. A Bologna, contro la squadra di Pioli, la truppa nerazzurra potrebbe raggiungere gli otto successi fuori dai confini di ‘San Siro’, ed eguagliare così quella del Fenomeno, quella che fu a un passo dallo scudetto. Evidentemente, in quella stagione – e non solo, come ha poi dimostrato lo scandalo calciopoli – gli arbitri erano alleati con tutt’altre squadre, anzi società.
Raffaele Amato
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