ESCLUSIVA INTERLIVE / MILANO – La brutta sconfitta nel derby ha tolto ulteriore fiducia e credibilità al lavoro fin qui svolto da Mazzarri sulla panchina dell’Inter. Alla rivolta internettiana dei tifosi interisti non hanno fatto seguito alcune dichiarazioni contrarie (e in favore del proprio allenatore) da parte della società, muta come ai vecchi tempi, né dello stesso Thohir, pare piuttosto rabbuiato per il non gioco e la scarso carattere mostrato dal tecnico (ma anche dai giocatori) nella stracittadina di sabato scorso. A questo punto appare chiaro che il futuro di Mazzarri – che ha un contratto da circa 3,5 milioni fino al 30 giugno 2015 – sia legato alla qualificazione o meno in Europa League. Che è ancora saldamente nelle mani e nei piedi dell’Inter, alla quale basterebbero quattro punti nelle prossime e ultime due giornate per confermarsi al quinto posto. Tornando al futuro di Mazzarri, il presidente nerazzurro avrebbe comunque delle motivazioni valide per confermarlo: il cinquantaduenne ha lavorato nel bel mezzo di un cambio di proprietà (già prima semi-assente) con una squadra composta da tanti giocatori in scadenza di contratto e a fine carriera: inoltre una campagna acquisti vera e propria (e incompleta) è stata fatta fatto solo a gennaio; come per mandarlo via: il gioco della squadra è mediocre e i risultati ottenuti sono non più che ‘normali’ in una stagione senza coppe e grandi infortuni. Kovacic non è stato valorizzato appieno e la mentalità del mister è assai provinciale: a corredo i suoi limiti tattici, dal 3-5-2 (o similari) non si scappa.
In aggiunta a ciò, secondo le informazioni raccolte in esclusiva da InterLive.it, il parere dei ‘vecchi argentini’, contrari alla permanenza di Mazzarri alla Pinetina. Parliamo di Zanetti, Samuel, Milito e Cambiasso. I primi tre, eccezion fatta per il capitano che rimarrà come dirigente (lasciato in panchina contro il Milan), andranno via a fine stagione perché in scadenza di contratto (quindi il loro potere politico e decisionale si è quasi ridotto all’osso), mentre stupisce la presenza del ‘Cuchu’ nel mini-partito dei “no” alla conferma (nel quale figurerebbe anche Ausilio: se dovesse decidere lui…), visto che fin da principio l’argentino è stato al centro del progetto tecnico di Mazzarri: l’ostilità potrebbe esser nata dalla consapevolezza che nella prossima stagione questa ‘centralità‘ verrà a mancare causa l’arrivo di un altro centromediano metodista più giovane.
Raffaele Amato
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