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L’Inter è stata squadra e ora ‘vede’ Istanbul: la scelta vincente di Inzaghi

Milan sicuramente ridimensionato dall’assenza di Leao, ma i nerazzurri sono entrati in campo con una determinazione superiore

L’Inter è con un piede e mezzo in finale di Champions League, un risultato inimmaginabile dopo il sorteggio dei gironi a inizio stagione.

In campo internazionale la squadra di Inzaghi non ha fin qui sbagliato una partita. Merito di una mentalità europea che è riuscito a inculcare l’allenatore piacentino e della presenza di calciatori che, nelle gare singole di grosso peso riescono a tirar fuori tutto il loro spessore.

Dzeko, Mkhitaryan, ma anche Barella sono state le espressioni massime dell’Inter di quest’anno nelle sfide in Champions. Non da meno il lavoro del tecnico, dalla preparazione tattica alla gestione (spesso una sua pecca, perlomeno in campionato) di queste partite ai limiti della perfezione.

Milan sicuramente ridimensionato dall’assenza di Leao, senza contare che si è fatto subito male Bennacer, ma l’Inter è stata squadra fin da subito. È entrata in campo con una carica e una determinazione superiori al Milan, unita per uno scopo comune.

Il ‘piano’ efficace di Inzaghi e l’importanza di non aver subito gol

Il piano di gioco di Inzaghi è stato tremendamente efficace, pochissimo giro palla visto che i rossoneri erano ammassati in mezzo a vantaggio di una ricerca immediata della profondità, delle punte brave a tener palla, a far salire i compagni riuscendo al contempo a trovare tanti spunti personali.

Il famoso uno contro uno di cui il re è stato Dzeko. Il bosniaco ha trascinato con la sua classe per nulla scalfita dalla sua età.

Per l’Inter un piccolo rammarico di una serata comunque magica è il non aver fatto il terzo gol, nonostante le diverse occasioni da gol create. Dello stesso Dzeko e di Gagliardini le più clamorose.

Più importante, però, è il non aver subito gol, che forse il Milan avrebbe anche meritato in un secondo tempo dove l’Inter si è abbassata troppo perché aveva spesso tantissime energie nel primo e perché la formazione di Pioli ha alzato ritmo e baricentro con qualche singolo cresciuto in prestazione, su tutti Tonali.

L’Inter è arrivata al top della forma fisica e mentale in questo finale di stagione, Istanbul sarebbe un traguardo straordinario nonché strameritato.

Raffaele Amato

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Raffaele Amato

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