Inter, Zarate il desaparecido: le promesse non mantenute

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Mauro Zarate - Getty Images

INTER MAURO ZARATE / MILANO – La fitta neve caduta in questi giorni può nascondere tante cose, non di certo il numero 24 dell’Inter. Sì, perché Mauro Zarate a nascondersi ci aveva pensato già da solo: non per gioco si intende, ma dal punto di vista strettamente calcistico. L’argentino è ormai un desaparecido, un oggetto misterioso per società, tecnico e tifosi. Pochi minuti giocati, un gol all’attivo – decisivo per la vittoria contro il Cska Mosca – tante panchine, un bel po’ di tribune. Speranze o forse illusioni, presentazione con parole importanti nel primo giorno alla Pinetina, poi tanto fumo e niente arrosto. Promessa mancata direbbe qualcuno, oppure semplicemente giocatore non all’altezza della maglia nerazzurra. Già perché se prima Edy Reja e poi Claudio Ranieri lo hanno bocciato, qualcosa di vero ci sarà: mancanza di personalità, scarsa concentrazione, difficoltà nell’adattarsi in una grande squadra, o forse, difficoltà nel dimostrare il proprio valore in una stagione, quella nerazzurra, fatta di alti e bassi. Tante le cause del fallimento, almeno per il momento, all’Inter: sarebbe dovuto essere il giocatore di fantasia al fianco di una punta centrale, capace d’inventare l’ultimo passaggio, quello decisivo, tanto che sul suo contratto era stata inserita un bonus legato agli assist. Delusione e sconforto per la società nerazzurra e per il presidente Moratti, il quale tanta stima e tanta fiducia aveva riversato nei confronti dell’argentino. Ora o mai più, il detto più appropriato riposto quest’estate sulla testa di Zarate. Ancora tre mesi per far cambiare opinione al popolo interista, ammesso che Ranieri gli conceda un’altra chance…

 

Raffaele Amato