Inter-Cagliari 1-4, le pagelle: è blackout, zero sufficienze. Nagatomo il peggiore

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Yuto Nagatomo (Inter.it)
Yuto Nagatomo (Inter.it)

INTER-CAGLIARI PAGELLE / SAN SIRO – Incredibile quanto accaduto a ‘San Siro’, con l’Inter sconfitta per 1-4 dal Cagliari. L’equilibrio della gara, inizialmente frizzante e segnata dai gol di Sau e Osvaldo, viene totalmente compromesso dall’espulsione di Nagatomo. Neanche il tempo di organizzarsi, che i nerazzurri subiscono l’1-2 e di lì a poco anche altre due reti, tutte di Ekdal. Nella ripresa, la reazione degli uomini di Mazzarri non produce altro che due o tre occasioni neanche troppo pericolose.

INTER

Handanovic 6,5 Samir contro tutti. La sua gara è una stoica battaglia in cui lo sloveno ha per antagonisti non soltanto gli attaccanti avversari, ma anche i propri compagni e le proprie amnesie oltrechè le decisioni arbitrali. Poche le responsabilità dell’ex Udinese, che para persino il suo secondo rigore stagionale.
Andreolli 5 Difficilmente ricorderà in modo piacevole la sua centesima gara in Serie A. Palesa enormi difficoltà contro Sau e le cose peggiorano – come ampiamente preventivabile – con l’espulsione di Nagatomo.
Vidic 5 Non una grande partita per il colosso ex Manchester United, mai sembrato padrone della propria area di rigore. Alcuni errori del serbo sono da matita rossa anche se la responsabilità è da spartire tra i componenti del reparto. Spesso, infatti, l’Inter subisce gol nonostante sia in superiorità numerica nella propria area.
Juan Jesus 5 Come i suoi compagni di reparto fatica tantissimo, ma le sue caratteristiche fisiche gli permettono di tener testa ad un velocista come Ibarbo anche giocando (con enorme dispendio di energie) sulla corsia di sinistra per gran parte del secondo tempo.
Nagatomo 4 Se questi sono i risultati, meglio privarlo a vita della fascia da capitano. Prima regala l’assist a un Sau che era isolato ed in fuorigioco, poi si guadagna una doccia (molto) anticipata per un’entrata ingenua che gli costa il secondo giallo. Anche se va detto che la prima ammonizione è praticamente un’invenzione di Banti, questo non giustifica la leggerezza di quanto commesso dall’ex Cesena. Se qualcuno credeva che fosse impossibile combinare tanti danni in poco meno di mezzora, beh, è il momento di cambiare idea.
Hernanes 4,5 L’unico merito è l’aver limitato il passivo con un salvataggio sulla linea. Per il resto, archiviato il gol segnato all’Atalanta, è tornato ad essere il fantasma che già si è visto in questo inizio di stagione, totalmente inconsistente sia in fase offensiva che in quella difensiva.
Medel 5,5 Corre anche per i compagni assenti, ma riuscire a limitare le lacune della squadra vista oggi  sarebbe stato come tappare con un dito la falla del Titanic. 
> dal 46′ Guarin 5,5 Commette errori ma perlomeno è uno dei pochi che ci prova fino alla fine. La grinta non manca, manca tutto il resto.
Kovacic 5,5 Difficile giudicarlo in una partita tanto compromessa. Nel secondo tempo prova a caricarsi la squadra sulle spalle, ma il coraggio con cui prova a sfidare i centrocampisti avversari è del tutto fine a sé stesso.
Dodò 5 L’inizio è positivo e sembra anche benaugurante, ma l’espulsione di Nagatomo e l’1-2 fulmineo del Cagliari sono due mazzate troppo dure da digerire sul piano psicologico. L’ennesima sfortuna è il problema al solito ginocchio, problema che lo costringe a lasciare il campo.
> dal 43′ D’Ambrosio 5,5 Apporto generoso all’organizzazione della squadra, che dopo il suo ingresso diventa più equilibrata. Nella ripresa prova a farsi vedere nell’area avversaria con risultati alterni.
Palacio 5 Dopo qualche incertezza, inventa il gol dell’1-1 di Osvaldo sfruttando con astuzia una punizione da sé conquistata. Peccato che quello sia l’unico guizzo della sua partita. L’argentino, dopo aver divorato una buona occasione calciando su Cragno, va in difficoltà e dimostra di non aver ancora recuperato la condizione.
Osvaldo 5,5 Segna il gol dell’1-1, quello dell’illusione. In attacco fa quello che può e la responsabilità dell’imbarcata non può certo essere attribuita a lui.

Mazzarri 4,5 La partitaccia di Nagatomo e gli episodi di cui è stato protagonista il giapponese non possono essere alibi alla totale mancanza di concentrazione mostrata dai suoi uomini. L’allenatore è il primo condottiero e la fotografia della sua espressione spaesata dev’essere rimasta ben impressa nella mente dei suoi giocatori. Impressa, in senso negativo.

CAGLIARI

Cragno 6,5 Il gol subito è di responsabilità dei suoi difensori, per il resto è una prestazione positiva.
Avelar 6,5 Non riesce ad affondare il colpo nonostante un Nagatomo completamente in tilt.
Rossettini 7 Molto bene in fase difensiva, dove annulla quasi sempre il diretto avversario.
Ceppitelli 6,5 Poche sbavature per il centrale rossoblu, colpevole sul gol dell’1-1.
Balzano 7 Spinta ineusaribile sulla fascia, dove cresce l’intesa con Ibarbo.
Dessena 7 Contrasta Kovacic in ogni modo e spesso lo costringe a stare lontano. 
> dal 90′ Joao Pedro sv
Crisetig 7 Autore dell’assist per Sau, cresce dopo l’espulsione di Nagatomo.
Ekdal 8 Mattatore della gara con una tripletta favorità dalle amnesie della difesa nerazzurra.
Ibarbo 7 Grandissima giocata in occasione dell’1-3.
Sau 6,5 Sblocca la gara in avvio, poi Vidic gli prende le misure e i protagonisti diventano altri.
Cossu 6,5 In ombra rispetto ai suoi compagni, dal dischetto si fa ipnotizzare da Handanovic.

Zeman 6,5 Il suo Cagliari, finora capace di collezionare un solo punto in 4 partite, risorge magicamente al cospetto della più quotata Inter in una partita che è poco più di una farsa. Non a caso, fino all’espulsione di Nagatomo la squadra rossoblu aveva subito un gol decisamente ingenuo e l’inerzia della gara era passata nelle mani dell’Inter. E’ tornata ‘Zemanlandia’, ma occhio: non si giocherà sempre in superiorità numerica per tre quarti della gara.

Arbitro Banti e assistenti 5 Il doppio giallo a Nagatomo rovina una gara intensa, equilibrata e potenzialmente molto avvincente. E se sul secondo c’è poco da dire, vista la leggerezza commessa dal giapponese, la prima ammonizione è a decisamente dubbia dato che Ekdal non sarebbe mai arrivato sulla palla (e che, appena 4′ prima, Balzano era stato graziato dopo un fallo su Dodò). Scelta di poco buonsenso, dato che la partita era al 26′ e col senno di poi il rosso al laterale nerazzurro si è rivelato un macigno insostenibile per la squadra di Mazzarri. Per il resto poche sbavature da parte del fischietto di Livorno, che però nel finale perde a tratti il controllo della partita. Da segnalare soltanto un fuorigioco inesistente fischiato a Palacio.

Alessandro Caltabiano