CdA Inter: ecco gli ‘uomini’ di Moratti

0
23
Massimo Moratti
Massimo Moratti

INTER CDA MORATTI / MILANO – Nel CdA nerazzurro andato in scena stamane al ‘Westin Palace’ Hotel di Milano, Erick Thohir ha reso noto la nuova squadra di Consiglieri. A parte l’ingresso del CEO Bolingbroke per l’uscente Shreve, le novità sono rappresentate dal riapprodo di Carlo D’Urso e dall’entrata di Gerardo Braggiotti (in sostituzione dei dimissionari Angelomario Moratti e Rinaldo Ghelfi), in aggiunta al rientrante (sempre da dimissioni) Alberto Manzonetto (di Four Partners). Nel CdA i tre rappresenteranno la quota di minoranza (il 29,5%) facente capo a Moratti.

Carlo D’Urso viene considerato l’avvocato di fiducia della finanza italiana. Classe 1943, già consigliere dell’Inter fino al 15 novembre scorso, giorno in cui si insediò Thohir, e fondatore dello Studio Legale Associati D’Urso e Bianchi, secondo Merger Market – media company specializzata nel fornire informazioni e realizzare analisi sull’aziende – quello che ha seguito gli affari più ricchi del primo semetre 2012.

Amico di Guido Rossi (come lui, noto interista), avvocato e giurista italiano, in passato alla guida della Telecom e nel 2006 commissario straordinario della FIGC in piena Calciopoli, quando venne assegnato lo scudetto ‘a tavolino’ all’Inter. D’Urso, legato anche a Unicredit, patteggiò nel 2001 in merito alla bancarotta di Trevitex, fino al 1995 gruppo tessile con 4.500 dipendenti di proprietà dell’ex patron del Vicenza Calcio (dal 1989 al 1997) Pieraldo Dalle Carbonare.

Grazie ai buoni rapporti anche con MedioBanca, la vita professionale dell’avvocato si è intrecciata con quella dell’altro nuovo consigliere dell’ala morattiana, Gerardo Braggiotti. Nato nel 1952 a Casablanca (Marocco), discende da una famiglia di banchieri e nel 2006 acquista Banco Leonardo anche con l’aiuto della Exor (Agnelli) e della Benetton per trasformarla in una banca di investimenti. Aiutò Tronchetti Provera a prendersi Telecom, ed ha lavorato per la Lazard, banca d’affari a cui si affidò Moratti per la cessione dell’Inter.

Raffaele Amato