Mancini: “Non sono un mago, per vincere serve tempo. Perisic, Eder e Melo…”

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Roberto Mancini
Roberto Mancini

INTER MANCINI / MILANO – A ‘Radio Deejay’, Roberto Mancini ha parlato a lungo del mercato dell’Inter – tra acquisti e cessioni – e delle sue aspettative riguardo la stagione appena iniziata. Queste le parole del tecnico nerazzurro: “Quanti giocatori ho in rosa? Non so, non li conto… Non so se arriverà Eder, ma mi sembra che sia una trattativa difficile, vedremo. Felipe Melo è un giocatore d’esperienza che può aiutarci in mezzo al campo, in Italia viene ricordato non troppo positivamente ma non era in un periodo facile. So che ha delle qualità ma non so se arriverà, anche questa trattativa non è facile da sbrogliare. Rosa fisica? Sì, dobbiamo migliorare, in Italia spesso si vince così. Però, a proposito di vincere, dobbiamo ricordare che c’è una squadra che domina da anni ed è in vantaggio”.

Capitolo cessioni: impossibile non cominciare da quella dolorosissima di Mateo Kovacic. “Purtroppo era una questione economica”, ha cominciato Mancini, “con la Uefa dobbiamo rispettare degli accordi perchè sennò l’anno prossimo saremo punto e a capo. Le uniche richieste a cifre abbastanza alte erano arrivate per lui e per Shaqiri, noi inizialmente abbiamo tenuto duro ma poi non siamo riusciti a cedere altri giocatori e così abbiamo dovuto lasciar andare loro. Mateo ha grandi qualità e come tutti i giovani avrà bisogno di tempo, ma l’opportunità di andare al Real Madrid capita una sola volta nella vita. Capisco la delusione dei tifosi, ma c’era un accordo a cui tenere fede. Chi non vuole andare via lo fa perché è affezionato a me? Credo che siano affezionati all’Inter, però noi qualcuno lo dobbiamo vendere. Juan Jesus resterà al 100%”.

Perisic dovrebbe arrivare oggi. Brozovic è recuperato, oggi si allena e domani col Carpi ci sarà. Non lo considero un trequartista, ma con l’infortunio di Hernanes eravamo contati e quindi ho scelto di far giocare lui. Se tornerei all’Inter? Io sapevo dal primo giorno che sarebbe stato difficile, perché i dirigenti sono sempre stati sinceri con me. Anche io sono stato sincero, e ho detto loro che per preparare una squadra vincente ci voleva tempo, non sono mica un mago. Ora ci sono giocatori nuovi, ci vorrà del tempo ma io sono certo che anche chi resterà saprà aiutarci, perché ho visto tutti molto migliorati”.

Alessandro Caltabiano