Inter, i ricordi di Castagner durante la presidenza di Pellegrini

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INTER CASTAGNER AMARCORD/MILANO-L’ex allenatore dell’Inter Ilario Castagner, ha rilasciato una lunga intervista a Panorama.it, in cui ha voluto ricordare anche la sua esperienza come primo allenatore, dell’era del presidente Ernesto Pellegrini all’Inter. Il suo primo ricordo va all’indimenticato e indimenticabile, per i tifosi nerazzurri, bomber tedesco Karl Heinz Rummenigge, ora apprezzatissimo dirigente al Bayern Monaco, allora autore di gol memorabili con la casacca nerazzurra. Queste le parole dell’ex tecnico in merito: “Che giocatore il tedesco! Grande tecnica, senso etico e affabilità. Era molto rispettoso anche dei ruoli, ricordo che mi disse che soffriva un po’ a giocare da prima punta, perché nel Bayern con Dieter Hoeness era abituato a fare la seconda. Da noi faceva coppia con Alessandro Altobelli e Spillo prediligeva partire da sinistra. Dissi loro quindi di scambiarsi le posizioni e incrociarsi anche a partita in corso”. Nonostante il mercato gli avesse regalato il bomber tedesco, l’ex tecnico ha un rimpianto e infatti dichiara: “In estate purtroppo era stato ceduto Salvatore Bagni, che conoscevo bene essendo cresciuto con me a Perugia. Sono certo che con lui in squadra avremmo vinto qualcosa: scudetto o Coppa Uefa. Ma litigò con Pellegrini e il presidente mi disse che non lo voleva più vedere e lo cedette al Napoli, dove un anno dopo Salvatore vinse lo scudetto. Chiamai anche Lionello Manfredonia che avevo avuto alla Lazio, anche se non potevo schierarlo per via della squalifica. Gli proposi di venire all‘Inter e mi rispose entusiasta: ‘Vengo di corsa!’. Poi però si mise in mezzo la Juventus, che aveva aiutato la Lazio in difficoltà economiche”. L’anno successivo il laziale si trasferì proprio a Torino sponda bianconera. Castagner rimase all’Inter fino alla decima giornata del campionato 1985/86. Il presidente Pellegrini lo incontrò nuovamente, quando la squadra nerazzurra affrontò l’Ascoli in coppa Italia e affacciandosi allo spogliatoio il tecnico ricorda che gli disse: “Se mi avesse aiutato ad aprire gli occhi su qualche mio collaboratore, oggi lei sarebbe ancora l’allenatore dell’Inter‘. Testuale”.

 

Luigi De-Stefani