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Inter contro Mazzarri per la prima volta: nel 2014 un esonero ingiusto

Mazzarri (Getty Images)

TORINO INTER MAZZARRI / Mazzarri sfiderà il suo passato, l’Inter, domenica alle 12.30. ‘Calciomercato.it’ ha realizzato un approfondimento proprio su questa sfida e sulla sua (dis)avventura sulla panchina nerazzurra, terminata il 14 novembre 2014 con un esonero forse ingiusto. “C’è sempre una prima volta e per Mazzarri sarà domenica, alle 12.30 nel match valevole per la 31esima giornata di Serie A. Con il suo Torino, reduce da due larghe vittorie e che pian piano (anche grazie al passaggio al 3-5-2) si sta avvicinando alla sua idea di calcio, il tecnico di San Vincenzo affronterà l’Inter di Spalletti. Un’Inter anch’essa reduce da due facili successi ma completamente o quasi differente da quella che lasciò nel novembre 2014. Costretto, ricordiamo, da un esonero probabilmente ingiusto, avvenuto dopo il pareggio beffardo contro il Verona all’11esima giornata e con la squadra a 5 punti dal terzo posto che era ancora l’ultimo per la Champions.

Un obiettivo che, visto il mercato estivo altamente deficitario (Medel, Dodò, Osvaldo, Vidic e M’Vila…), era onestamente troppo complicato e che di fatto nemmeno il Mancini versione sbiadita, nonostante gli acquisti di gennaio, riuscì a raggiungere concludendo anzi la stagione all’ottavo posto, fuori proprio dall’Europa. Così decise Thohir, spinto pure dall’ostracismo del tifo nerazzurro nei confronti di un Mazzarri a cui si potevano e si possono tuttora rimproverare una scarsa flessibilità tattica (anche se negli ultimi tempi ha usato spesso la difesa a quattro) e una incapacità di comunicare che non da adesso è fondamentale pure nel calcio. All’Inter non ha comunque fatto disastri, dando un contributo importante anzi alla crescita di Icardi e raggiungendo il quinto posto alla prima e di fatto unica stagione interista, traguardo massimo per la rosa a sua disposizione. Con un calciomercato di profilo diverso nell’estate 2014, quando arrivò anche il suo rinnovo di contratto (quattro mesi prima dell’esonero, il che è tutto dire su una società al tempo davvero allo sbando), forse avrebbe potuto lotttare con maggior forza per l’agognata Champions non evitando però un destino già segnato”.

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