Senza Brozovic il centrocampo non gira, Vecino da rivalutare

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L’assenza del centrocampista croato è pesata enormemente sui tempi di gioco, il sostituto Vecino conserva qualche limite qualitativo e quantitativo

Marcelo Brozovic ha meritato del sano riposo in questa parentesi di Coppa Italia dopo le tante energie spese negli impegni di campionato, ma la sua assenza si è fatta sentire non poco negli schemi e nella fluidità di gioco di un’Inter a tratti spenta in un reparto che, al contrario, solitamente rifulge.

Inter
Matias Vecino ©Getty Images

Quel che più è mancato e che solo il centrocampista croato può fornire è stata l’impostazione di un metronomo che dettasse i tempi di gioco, il modo in cui le pedine avanzate dovessero intrecciarsi al fine di convergere a rete con semplicità ed intelligenza – senza far uso di mosse leziose o dover ricorrere a movimenti improvvisati e poco produttivi.  Vecino, suo sostituto, non è stato pienamente all’altezza del compito. Non che prendere spunto da un maestro come Brozovic sia facile, soprattutto considerato che l’uruguaiano ha sulle sue spalle un minutaggio ormai ridotto all’osso e quel che apprende può applicarlo per lo più nelle sessioni d’allenamento.

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Marcelo Brozovic ©LaPresse

Premesso che il rinnovo del contratto di Brozovic deve diventare assoluta priorità del club in questo momento, al di sopra di qualsiasi altro movimento di mercato in entrata o in uscita, è anche vero che servirebbe un buon vice che possa prendere il suo posto nei momenti di bisogno senza distaccarsi troppo dal suo stile di gioco. Andare alla ricerca di profili fotocopia è pressoché impossibile, ma il calcio europeo conserva nella manica tanti assi utili.