Barella: “Nella mia famiglia tanti interisti. Ringrazio Matteoli”

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Inter, il centrocampista Nicolò Barella è stato il protagonista della nuova trasmissione di InterTv e ha parlato della sua giovane carriera

Nicolò Barella ©Getty Images

E’ Nicolo Barella il protagonista del nuovo programma su Intertv intitolato “Careers”, andato in onda su Dazn. Partendo dalla sua terra la Sardegna, per poi passare al Cagliari, quindi all’Inter e alla vittoria all‘Europeo, il giocatore ha risposto a tutte le domande.

Queste l sue prime dichiarazioni: “Sestu è il paese dove sono andato a vivere, sono nato a Pirri ma poi mi sono trasferito a Sestu con i miei genitori. È una zona un po’ fuori, se non hai girato bene un po’ di volte non la riconosci”.

Gli hanno domandato, quanto sia attaccato alla sua isola e lui ha spiegato. “Molto, molto. Sono tanto legato alla mia terra, sono contentissimo e orgoglioso delle mie origini e penso si veda anche dal mio carattere quanto ci sia legato. Mando un abbraccio a tutti i miei amici e a tutta la gente di lì che mi vuole bene, andrò presto a trovarli”.

Gli hanno chiesto, quanto Cagliari ci sia in lui e ha risposto: “Tanto perché sono molto legato alla città, oltre che alla squadra. È una città che ti trasmette tanto amore, ho sempre vissuto la città con grande tranquillità e voglia di stare con la gente. Il loro amore me lo porto dentro. Quando sono andato lì c’era qualcuno che mi fischiava, altri che mi applaudivano, mi fa piacere aver lasciato qualcosa da giocatore e come persona”.

Gli hanno domandato se parla la lingua/dialetto sardo e lui ha confermato: “Sì certo. Lo uso qui a Milano quando non voglio farmi capire dalle persone. Quindi non posso dire nulla, se no imparano” e lo dice ridendo.

Gli hanno chiesto anche, della famosa foto che lo ritrae da bambino con la maglia dell’Inter e lui ha ricordato: “È una foto che risale al compleanno di mia sorella. Questa foto è uscita un po’ per caso perché l’ha pubblicata mia sorella tempo fa. Mio padre quando andava fuori per lavoro mi portava sempre un completino di calcio della squadra in cui andava e con i miei cugini facevamo le squadre. E questa è la maglia di Ronaldo se non sbaglio, ne avevo una sua e una di Recoba e quel giorno ho deciso di mettere quella, poi è uscita questa foto e nulla… Come sempre detto sono un tifoso del Cagliari ma ho sempre simpatizzato Inter, nella mia famiglia molti sono interisti, mi è rimasta questa cosa”.

Gli hanno domandato, il numero di telefonate che riceve giornalmente da amici e parenti e lui ha detto: ““Ormai si sono abituati. All’inizio era un po’ strano perché a Cagliari ho fatto tutta la fila delle giovanili era quasi più una normalità, mi vedevano. Ora invece mi vedono più in tv e niente, son contenti per me”.

Gli hanno chiesto, quali sono state le persone che hanno creduto in lui come calciatore e lui ha spiegato: “Sì, sicuramente io in primis, poi i miei genitori… Diciamo che tra i cugini che giocavano a calcio ero il più dotato quindi avevo più probabilità però non pensavo così tanto. Era più un giocare tra amici e cugini, ci divertivamo e non pensavamo a quello che sarebbe potuto accadere”.

Una delle foto più significative lo ritrae accanto a Gigi Riva e gli hanno domandato, se il grande attaccante e bandiera della squadra sarda gli abbia dato qualche consiglio e lui ha dichiarato: “No, lui è la persona più umile del mondo, parla sempre della persona più che del calcio. Parla dell’umanità che devi avere per stare in questo mondo. Non era tanto il parlare ma anche solo la sua presenza. Mi rendeva contento e nervoso allo stesso tempo”.

Gli hanno chiesto della sua parentesi al Como e lui ha ricordato: “La mia prima esperienza fuori casa, era destino fosse vicino a Milano. È stata un’avventura difficile perché è arrivata la retrocessione, però è stata bella perché ho trovato un gruppo di ragazzi magnifici con i quali sono ancora in contatto. È stata la prima esperienza con mia moglie, siamo andati a convivere, ci sono stati tanti cambiamenti in quel periodo che mi hanno aiutato a crescere, posso solo dire grazie alla città di Como. Sono felice siano tornati in Serie B, gli auguro il meglio e spero di incontrarli un giorno in Serie A”.

Un’opinione su Gianfranco Matteoli del quale ha detto: “È una delle persone più importanti che ho trovato nella mia breve carriera. Mi ha fatto crescere in tutte le giovanili poi è lui che mi ha portato a Como. Non posso fare altro che ringraziarlo. Quando sono arrivato all’Inter anche lui era felice ed emozionato perché c’era un’altra cosa che rendeva simile il nostro percorso“.

Non poteva mancare anche un parere su Cossu del quale Nicolò ha spiegato: “Come dico sempre e lo sa anche lui, è uno di quelli che mi hanno aiutato tanto come lo sono stati Dessena, Conti, Sau… Tutti giocatori che mi hanno assistito anche facendomi capire quando sbagliavo, come è giusto che sia anche con qualche insulto. Mi hanno fatto capire cos’era il Cagliari, cos’era la Serie A e cos’era il calcio. Gli sarò sempre grato, non so come ringraziarli” .

L’ultima domanda ha riguardato la foto che ha fatto durante gli europei della quale ha detto: “Questa foto ha suscitato tante fantasie, infondate anche perché l’unica cosa che era avvenuta e per il quale avevo gli occhiali è il fatto che eravamo giunti in Italia alle 8 e alle 12 dovevamo già essere fuori. Avevamo dormito tre ore, era comunque una festa. Sembra quasi sia tornato da un after ma viceversa non è così e quella è acqua, non birra come credevano in tanti. È una visione che sicuramente fa ridere però mi è anche dispiaciuto che qualcuno ha creduto fossi ubriaco perché non è così. Non ho bevuto quella notte”.