“Nuovo stadio da 65mila posti”: le cifre del progetto secondo Antonello

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Le dichiarazioni del CEO dell’Inter in conferenza stampa sulle tempistiche, modalità e costi di progettazione del nuovo impianto sportivo

Sono passati quattro anni dalla prima volta in cui Inter e Milan, attraverso le parole dei propri rappresentanti, hanno reso nota al mondo l’idea di voler costruire un nuovo impianto sportivo che possa sostituire l’attuale stadio ‘San Siro’ o addirittura aggiungersi ad esso, con lo scopo di donare visibilità, ritoccare gli introiti ed offrire maggiori servizi ad entrambe le società e i rispettivi tifosi.

Zhang, Antonello e Marotta ©LaPresse

Da allora di acqua sotto i ponti n’è passata, facendo fruttare grandi progressi: si è più volte discusso del tema in Consiglio Comunale, alle orecchie di un attento Sala, Sindaco di Milano, desideroso di venire incontro alle richieste di due dei club più importanti del calcio internazionale a rappresentanza del capoluogo lombardo. In occasione di una conferenza stampa tenutasi apposta sul tema, è intervenuto il CEO dell’Inter Alessandro Antonello.

Antonello: “Esperienza sportiva unica per chiunque”

Marotta, Zhang e Antonello ©LaPresse

“San Siro ha una vocazione di natura sportiva ed è per questo che concentreremo tutte le nostre energie per rivalutare l’area, apportare migliorie e vantaggi strutturali. Abbiamo fatto passi avanti dal progetto iniziale, ricalcolando le volumetrie e raddoppiando le aree verdi. Questa zona di quartiere potrebbe diventare la zona a traffico limitato più grande della città. Il nuovo stadio sarà un valore aggiunto per tutti, soprattutto i cittadini”, ha dichiarato Antonello.

Ma non si tratta solo di sostenibilità ambientale e funzionalità, ma anche di economia: “L’investimento varrà circa 1 miliardo e 300 milioni di euro. Donerà molti posti di lavoro. Quel che ne uscirà fuori sarà un qualcosa che renda l’esperienza sportiva unica nel suo genere, con tanti servizi extra a disposizione dei più esigenti. Daremo vita ad una nuova frontiera di aggregazione sociale. Vorremmo contenerne almeno 65mila, un dato che rispecchia la capienza media prima che scoppiasse la pandemia”, ha poi concluso.