Dentro o fuori: Zhang, quasi 400 milioni di euro

Un debito da 400 milioni… Carlo Festa de Il Sole 24Ore ha voluto far chiarezza tramite X (ex Twitter) su quella che dovrebbe essere la situazione del club

Dopo un articolo molto discusso comparso nei giorni scorsi sul principale quotidiano economico italiano a proposito del debito di Zhang con Oaktree, il noto giornalista Carlo Festa è tornato a ragionare sui conti in passivo dell’Inter e sul debito di Suning nei confronti del fondo americano Oaktree. Festa ha fama di essere il più informato e aggiornato sulla questione societaria interista, e di sicuro è un ottimo analista, specializzato in questioni di bilanci calcistici ed economia sportiva.

Zhang: debito da risanare
Steven Zhang (LaPresse) – interlive.it

Il problema a monte, che riguarda tanto un esperto come Festa quanto dei semplici e poco edotti autori come noi, semplicemente interessati alle questioni sportive e societarie nerazzurre), è che tutto ciò che ha che fare con la famiglia Zhang è sostanzialmente nebuloso. Nessuno sa davvero quali siano i piani dei cinesi. Steven Zhang ha dichiarato di voler continuare a gestire l’Inter ancora a lungo, e questo è quanto. Tutto il resto è solo congettura.

Basandosi sui pochi dati certi, Festa ha voluto confrontare, attraverso un paio di tweet, la situazione debitoria di Inter e Milan, spiegando perché la posizione di Zhang, paradossalmente, è più solida di quella di Cardinale.

Il debito da quasi 400 milioni di euro del presidente cinese, secondo Festa, appare risolvibile rispetto al passivo di 750 milioni che pesa su RedBird. Il giornalista parte ricordando la fatidica data, quella di fine maggio 2024, quando Zhang dovrà pagare a Oaktree 375 milioni. E nel farlo aggiunge però che anche Cardinale avrà presto a che fare con una scadenza: fra due anni, dovrà dare a Elliott cieca 750 milioni, compresi gli interessi.

I problemi sono degli azionisti e non dei club“, scrive Festa. Dopodiché aggiunge che se si concentra sui conti specifici dei due club, salta ovviamente all’occhio che il bilancio del Milan è tornato in utile: il club rossonero, in pratica, è senza debiti. Mentre sull’Inter pende un debito complessivo di 400 milioni, il che significa che la società, causa bond, è in forte perdita. “Ma al momento“, aggiunge il giornalista, “il bilancio dell’Inter è sostenibile“.

C’è ovviamente chi non è d’accordo, spiegando che i debiti nerazzurri esulano il prestito da restituire (con rifinanziamento o con altro accordo) a Oaktree. All’Inter, allo stato attuale, il passivo è da 286,8 milioni. 196,9 milioni di costi per il personale tesserato e 89,9 milioni di ammortamenti. Per il Milan l’indebitamento è a 199,8 milioni per il Milan, con 149 milioni di costi per il personale tesserato e 50,8 milioni di ammortamenti.

Zhang e il debito da quasi 400 milioni: ecco come si risolve

In tutto ciò, però, il debito di Cardinale non è nel bilancio Milan ma riguarda il suo fondo RedBird. Mentre il debito di Zhang pesa sul bilancio dell’Inter. Dall’altro lato, chi capisce davvero di simili questioni, sa che per l’Inter la situazione non è tanto grave così come viene di norma descritta. Ci sarebbero 342 milioni da coprire entro il 2026/27. Che in realtà sarebbero poi una cinquantina, di milioni, per i crediti ancora da convertire.

Il debito di Zhang: inferiore a quello di Cardinale
Cardinale (LaPresse) – interlive.it

Con le entrate sportive (premi, et cetera), le sponsorizzazioni e le plusvalenze ottenute con le cessioni, nel 24/25 quei 50 milioni potrebbero anche essere recuperati senza troppi affanni. Quindi è davvero plausibile che ci si avvicini al pareggio di bilancio già quest’anno e che si vada persino in attivo nel 24/25, grazie al Mondiale per club e alla nuova Champions League…

Come ha fatto Zhang a trasformare i quasi 350 milioni di rosso in un buco di “soli” 50 milioni? Lo ha fatto sfruttando una semplice rivalutazione tramite il pagamento rateale delle imposte, con rinvio della copertura della perdita CS: tutte manovre legali.

Riguardo alla questione Oaktree, sappiamo che Zhang punta al rifinanziamento del prestito. Il fondo americano gli ha chiesto il 25% di interessi e per questo il presidente cinese sta cercando altri interlocutori che possano offrirgli un secondo prestito tramite cui pagare gli americani.

Rimborsare o rifinanziare

C’è chi sostiene che il fondo americano, a maggio, possa diventare proprietario dell’Inter, dato che ha in pegno il 99,6% delle azioni nerazzurre. E qui ritorna a galla un paragone con il Milan, dato che Zhang si trova nella stessa posizione di Yonghong Li rispetto a Elliott.

Il debito di Zhang: inferiore a quello di Cardinale
Steven Zhang (LaPresse) – interlive.it

Suning potrebbe aver provato fino all’ultimo a interloquire con Oaktree per ottenere dallo stesso fondo dilazionare la scadenza del prestito. Il fondo avrebbe però fatto capire che non avere nessuna intenzione di rifinanziare il debito. E non sarebbe finita qui… Non ci sono infatti notizie che lascerebbero intendere che Oaktree abbia l’intenzione di prendere il controllo dell’Inter. Non vuole. O forse non può.

Dall’altro lato, c’è Zhang, che avrebbe già venduto, anche al ribasso, sapendo di aver dato il club in pegno e di non poterlo recuperare. Il cinese avrà trovato altri fondi disposti ad aiutarlo nel rifinanziamento. Oppure si sente protetto. In che modo o da chi, non è possibile dirlo. Nessuno ne ha idea. Può anche darsi che stia cercando ancora un socio di minoranza per rimborsare direttamente il prestito. Ciò che è certo è che Zhang sa quel che fa.

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