Chivu: “Hanno cercato di denigrare l’Inter. Magari tra un mese sarò in discussione…”

Il tecnico nerazzurro a margine della festa Scudetto: “Siamo rimasti sempre in piedi con dignità e con la voglia di essere competitivi fino in fondo”

Sono felice per questo gruppo, per i ragazzi e la società, per questi tifosi meravigliosi che ci hanno sostenuto dall’inizio e hanno dovuto subire la narrativa dell’anno scorso e lo sfottò di chi ha cercato sempre di denigrare questo club“. Chivu si toglie gli ultimi sassolini dalle scarpe a margine della festa Scudetto dell’Inter, il primo della sua carriera e da allenatore nerazzurro.

Chivu a Dazn
Chivu: “Hanno cercato di denigrare l’Inter. Magari tra un mese sarò in discussione…” (Screen Dazn) – Interlive.it

“I ragazzi sono stati bravi a rimboccarsi le maniche, a rinascere e a trovare la motivazione giusta per fare una stagione competitiva – ha sottolineato a Dazn il tecnico romeno – Ce l’hanno fatta e sono contento per loro. Avevamo l’obbligo di essere competitivi, poi il campionato è una maratona.

Tra gennaio e febbraio ne abbiamo vinte 14 su 15 ed è stato lì che abbiamo capito di potercela fare. Abbiamo superato l’uscita dalla Champions, poi abbiamo perso un derby ma siamo rimasti sempre in piedi con dignità e con la voglia di essere competitivi fino in fondo”.

“Se mi godrò la festa? Sto già pensando alla finale di Coppa Italia… È giusto che i ragazzi si godano la festa e l’affetto dei tifosi, ootevamo chiudere il discorso davanti alla nostra gente e ce l’abbiamo fatta. Quali sono i miei meriti? Non parlo di me – ha risposto – Qualche anno fa ho dovuto parlare con me stesso per una questione di vita o di morte. In quel momento ho perso l’ego e ora cerco di essere sempre la mia migliore versione. Penso a chi mi vuole bene e a dare il massimo per la società e i tifosi. Non penso ad altro, perché so cosa vuol dire fare l’allenatore: magari fra un mese sarò in discussione…“.

Chivu ha vinto al primo colpo, battendo allenatori con già tanti successi alle spalle e con maggiore esperienza come Conte, Allegri e Spalletti: “Ogni giovane allenatore che vuole avere successo deve imparare da loro”.