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Inter, Stramaccioni come Ranieri: cambia e non vince

Stramaccioni e Ranieri - Getty Images


INTER STRAMACCIONI RANIERI / MILANO – L’Inter vive il suo ennesimo lunedì di rimpianti per quello che poteva essere e non è stato. Ancora una volta tre delle quattro concorrenti al terzo posto non riescono a vincere, ma i nerazzurri non ne approfittano per accorciare in classifica. E le partite da giocare rimangono solo cinque. Sul banco degli imputati per la sfida contro la Fiorentina sale per la prima volta mister Stramaccioni, reo di aver cambiato un modulo (il 4-3-3) che sembrava vincente, passando ad un 4-2-3-1 che non ha dato i frutti sperati. “Ho messo in campo tutti i giocatori di qualità bravi nell’uno contro uno perchè loro avevano cinque difensori, ma è la prima volta che giochiamo così e serve tempo” ha detto il tecnico romano al termine del match. A tre settimane dal termine del campionato non si può certo chiedere tempo per fare esperimenti e la giustificazione data da Stramaccioni, condivisibile o meno, può avere un senso solo per quanto riguarda la prima frazione di gioco.

L’errore dell’ex allenatore della Primavera nerazzurra è stato quello di non aver capito che con due soli mediani (Poli e Cambiasso) l’Inter non era in grado di recuperare in fretta il pallone e innescare i quattro giocatori offensivi. E così si è passati da una delle più belle prestazioni dei nerazzurri di quest’anno contro il Siena, in cui la squadra di Stramaccioni aveva chiuso gli avversari nella loro metà campo per quasi 90 minuti creando palle gol su palle gol; ad una delle più incolori, contro una Fiorentina fortemente rimaneggiata, in cui non è stata creata nemmena una vera occasione da rete. In questo il tecnico romano ha ricordato molto il suo predecessore Ranieri il quale, dopo la striscia di sette vittorie consecutive che riportò i nerazzurri addirittura in corsa per lo scudetto, abbandonò il 4-4-2 che aveva portato ottimi risultati per passare al 4-3-1-2 che gli costò l’esonero… A Stramaccioni le considerazioni del caso, ma in fretta perchè mercoledì si torna in campo.

Maurizio Russo