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Inter-Bologna, Mazzarri: “Grazie a Thohir per la conferma. Rigori? Ai ragazzi ho detto…”

Walter Mazzarri (Inter.it)

Walter Mazzarri (Inter.it)

INTER-BOLOGNA CONFERENZA MAZZARRI / MILANO – Conferenza stampa di Walter Mazzarri alla Pinetina, dopo il rocambolesco pari di Livorno e alla vigilia della delicata sfida contro il Bologna (32esima giornata), alla quale assisterà anche il presidente Thohir. Ecco le parole del tecnico nerazzurro riportate in diretta da Interlive.it:

“Gli attestati di stima? Mi hanno fatto piacere le parole di Valentino Rossi che ha parlato di serietà. Ma ringrazio soprattutto i giocatori che sono gli unici che sanno come lavoro. La conferma di Thohir? Poche volte capita ad un allenatore che la proprietà cambi a metà campionato e di solito se succede si cambia anche tecnico. Invece il presidente ha preferito andare avanti con me dopo aver preso informazioni ed avermi visto all’opera. Rigori e altri fattori come alibi? Mai detto, anzi ho anche smesso di commentare certi episodi che tutti possono vedere. Ai ragazzi ho detto di non pensarci più e di cercare di fare gol in altri modi: poi se un giorno da regolamento ci sarà, ben venga. Poi a fine anno faremo il punto su tutto. Bergomi dice che trasmetto ansia alla squadra? Preferisco non rispondergli. Fino al termine della stagione voglio pensare e parlare solo della prossima partita. Bologna facile sulla carta? Nel campionato italiano non esistono partite facili come visto col Livorno: dobbiamo sempre migliorare e cercare di raccogliere il risultato che la prestazione meriterebbe. Mancano sette partite e dobbiamo arrivare più in alto possibile per poter programmare al meglio la prossima stagione. Purtroppo nella calcio c’è una parte di illogicità, come un passaggio sbagliato o un tiro che finisce proprio sotto l’incrocio. Da qui alla fine del campionato vorrei vedere che la squadra non sottovaluti più l’insidia come successo a Livorno, quando inconsciamente pensavamo di averla chiusa al primo tempo. Poi se sul loro primo gol avessero preso la traversa come noi con l’Atalanta, magari avremmo vinto tranquillamente. Conferma legata ad un posto in Europa? Io vado sempre per la mia strada e cercheremo di arrivare più in alto possibile, poi tireremo le somme. I risultati sono altalenanti, ma io vedo una crescita nella squadra: quelli che entrano sanno cosa fare, poi capita la disattenzione. Io sto facendo le mie valutazioni ed a fine anno valuteremo giocatore per giocatore. Nelle ultime tre partite abbiamo raccolto solo 2 punti, ma su azione abbiamo rischiato pochissimo. Tanti ragazzi non erano abituati allo stress continuo che si vive all’Inter, quindi bisogno allenarsi anche mentalmente per restare con un range al top. I calciatori presi da squadre inferiori magari hanno delle doti ma non l’abitudine ai grandi palcoscenici. Non è mai un giocatore che fa perdere le partite (Guarin, ndr): ci sono errori di squadra. I cambi li preparo prima e li faccio su delle logiche: il Livorno aveva messo il trequartista, Zanetti era entrato anche a Verona e avevamo vinto. Guarin era il più adatto ad entrare in corsa, ha giocato sempre e dovevamo tornare al 3-5-2, mentre Hernanes aveva giocato sempre e ho fatto un po’ di turnover per far giocare quelli più freschi. Col Bologna vorrei che partissimo subito col piede giusto: nelle ultime due casalinghe abbiamo prodotto tanto e concesso poco, specie nei secondi tempi, ma abbiamo raccolto solo un pareggio. Jonathan oggi si allena e dovrebbe star bene, lo stesso discorso vale per Nagatomo. Dove ho lavorato io ho sempre cercato di inculcare l’idea di essere sempre uniti: quando viene il presidente, ai ragazzi parte un imput di unione e solidarietà. Per l’allenatore è un aiuto, io tendo a mettermi sempre tutto sulle spalle: in questa settimana sono stato contento che le critiche siano state tutte rivolte a me, così magari la squadra è più serena. Kovacic? E’ uno dei dubbi che ho. Icardi poco servito? Non mi pare che i centravanti avversari abbiamo più occasioni da gol: produciamo quasi sempre più delle altre squadre. Era titolare nella Sampdoria che aveva altri obiettivi, ora ha più responsabilità perché l’Inter va in campo sempre per vincere, oltretutto è giovane. Non mi pare che ci siano tanti giovani nelle squadre che lottano per il vertice. I giocatori che stanno fuori non sono mai contenti, ma sono 25 e ne giocano 11. Kuzmanovic l’avevo visto bene e ho deciso di schierarlo a Livorno al posto di Cambiasso, visto che possono fare bene quel ruolo”.

Maurizio Russo