Icardi desde la Cuna de la Bandera alla conquista dell’Inter

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Mauro Icardi in Inter-Juventus 1-1 (Getty Images)

INTER ICARDI / MILANO – Ha dapprima scalzato Milito dalla mente dell’esagitato Mazzarri, più coinvolto lui nella partita con la Juventus che il tifoso interista indemoniato e arrabbiato con il mondo; poi, come un tempo facevano Crespo e Batistuta, ha raccolto l’invenzione del suo principale rifinitore, in tal caso Alvarez – che il meglio di sé lo dà proprio nel servire umilmente e nell’ultimo passaggio la punta diretta in gol; quando gigioneggia con la palla fa imbestialire chi dovrà far cronaca, i tifosi e il suo stesso allenatore – distruggendo a mille pezzi, solo dopo aver guardato per un millesimo di secondo porta e portiere (Buffon), lo specchio della Juventus, con la quale ha un certo feeling; è il quarto gol alla ‘Vecchia Signora’ in poco meno di nove mesi, beato lui!

Mauro Icardi de la ‘Cuna de la Bandera’, così è soprannominata Rosario (dove lui è nato vent’anni fa), città argentina della provincia di Santa Fe, si candida a nuovo bomberito dell’Inter mazzarriana, quella che sa difendersi, rubar palla dai piedi dell’avversario per poi azzopparlo in contropiede. Contro la cinica squadra di Conte, l’attaccante argentino, un classe ’93 al suo secondo anno in serie A, nel primo ha vestito la maglia della Sampdoria con buoni risultati (10 reti, tra cui una quaterna), ha dimostrato di avere il mordente giusto e la ricercata cattiveria per imporsi, nel futuro prossimo, come centravanti al fianco dell’umile Palacio, una volta che la squadra avrà trovato la quadratura ideale, il quale lo puoi trovare a destra come a sinistra del raggio d’attacco, dentro o fuori dall’area di rigore; ‘El Trenza’ – ma quanto è ‘discutibile’ il suo look?! – è il giocatore che tutti gli allenatori vorrebbero dalla propria parte: è un ‘demonio’ quando la sfera gira vicino ai piedi dell’avversario, un Caino quando ha spazio e visuale per mettere a tappeto difesa e portiere nemici.

Tornando a Icardi, giovane di belle speranze e pare ben integrato nello spogliatoio interista composto da molti suoi connazionali, non resta che aspettare altri round per darne un definitivo giudizio. In un grande club, serve costanza a lunga gittata, non basta un solo match per salire sul carro del trionfatore: “Un gol speciale, che mi ha riempito di gioia. Imparo, cerco di cogliere i segreti di Palacio e di Milito. Mi sento bene, so che devo migliorare e stare tranquillo”, scrive sul suo profilo Facebook. Impegno in allenamento e sacrifici dentro e fuori dal campo. Diventare campione non è semplice, sembrarlo per una notte sì. Icardi ha il tempo dalla sua parte e le qualità per conquistarsi l’Inter.

 

Raffaele Amato