Kovacic tra presente e futuro: “Con Mancini si vedrà un’Inter più offensiva. Il rinnovo…”

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Mateo Kovacic e Roberto Mancini
Mateo Kovacic e Roberto Mancini

INTER KOVACIC / MILANO – Prima di elogiare Mancini, Mateo Kovacic spende una parola per Mazzarri, inaspettatamente esonerato sette giorni fa: “Del cambio in panchina sono stato informato dalla società quando ero in Nazionale – ha detto il centrocampista croato a ‘La Gazzetta dello Sport’ -. Io e tutta la squadra ci sentiamo i responsabili, perché in campo di andiamo noi. Mazzarri non è l’unico colpevole”.

Ora si è voltato pagina, quasi tutto è cambiato ad Appiano Gentile. Allenatore, modulo e idea di calcio: “Anche da come parla, si vede che Mancini ha allenato a grandi livelli. Ha carisma, tutti i compagni sono entusiasti dopo i primi allenamenti. Essere guidato da un grande ex numero 10 può essere importante per me. Non abbiamo ancora parlato più di tanto, anche se mi ha spiegato i trucchi del mestiere. Tipo dove stare, come attaccare lo spazio o liberarmi da una marcatura”.

Da mezz’ala a trequartista, la nuova vita di Kovacic: “E’ vero che in passato avevo dichiarato che preferivo partire più dietro, però Mancini mi sta già spiegando che alla fine cambia poco, che sono io a dover cambiare posizione, anche del corpo, per non stare spalle alla porta. Anche se dopo pochi allenamenti, ho capito che ho ancora tanto da imparare. Compreso il fatto che dobbiamo stare molto attenti alla fase difensiva”. E maggior movimento senza palla: “Giusto, io per primo la volevamo sempre sui piedi. Mancini cerca molto il tocco di prima, vuole meno il giro palla e si deve provare a trovare subito la verticalizzazione. Con lui ci si allena solo col pallone. Mi ha già sgridato quando passo la palla corta invece di tentare la giocata. Con lui vedremo un’Inter più offensiva“. Basterà per il terzo posto e per farla rimanere a Milano? “Ora servono i risultati, ma io ho una voglia pazzesca di Champions, dove si gioca un calcio meno tattico. Adesso stiamo discutendo del mio rinnovo (fino al 2018, ndr)), per il sì basta una stretta di mano, senza fretta. Io credo nel progetto di Thohir e voglio restare. Anche se non si può mai sapere cosa riserva il futuro…”.

R.A.