Inter, gli ostacoli per il “sogno” Candreva

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Antonio Candreva
Antonio Candreva

CALCIOMERCATO INTER OSTACOLI CANDREVA / MILANO – Piero Ausilio ha sicuramente esagerato definendolo “un sogno”. Perché se proprio l’Inter, che anche se non ha più il potere economico di una volta o quello attuale dei vari Real Madrid, Manchester United e così via, resta sempre l’Inter, deve sognare meglio sognare fuoriclasse del tipo di Messi e Ronaldo, o di Hazard. Inarrivabili, certo. Lo è invece decisamente meno Antonio Candreva. Un buon-ottimo giocatore (i campioni sono altri, anzi sono pochi) che può agire in tante zone del campo, ricoprire molti ruoli, forse troppi. Ma a Mancini piacciono i jolly, a maggior ragione se forniti di fisico e tecnica come il laziale, che verrebbe di corsa a Milano. Per guadagnare di più del milione e 800mila che prende da quando – circa un anno fa – ha rinnovato fino al 2019, ma anche per ambire o competere a obiettivi superiori a un terzo posto o un piazzamento per l’Europa League. Per blasone e perché, magari, considera chiuso il suo ciclo nella Capitale. Giustamente Lotito vuole tanti soldi per il suo cartellino: 20, 30 milioni? Il prezzo è sicuramente il primo ostacolo. Anche 25 verrebbero considerati troppi dall’Inter (a febbraio il giocatore spegnerà 29 candeline…), propensa a inserire lo scontento Ranocchia nell’affare, seppur il centrale abbia uno stipendio superiore (oltre 2 milioni, più di quanto guadagna Klose, il più pagato della rosa di Pioli) ai canoni biancocelesti e poca voglia di trasferirsi a Roma, dove nemmeno lì avrebbe la certezza di giocare titolare. Il secondo è rappresentato dalla concorrenza: Candreva pare piaccia al Barcellona (dove sarebbe solo una riserva) e a qualche club inglese che può offrire assai soldi. Però andare all’estero, specie quando si è alla soglia dei trent’anni, non sempre conviene.

Raffaele Amato