Recoba: “Vi racconto i miei gol impossibili. Dell’Inter attuale penso che…”

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Alvaro Recoba (Getty Images)
Alvaro Recoba (Getty Images)

INTER RECOBA / MILANO – Intervistato da ‘Calcio2000’, Alvaro Recoba ha parlato della sua vita dopo il ritiro dal calcio giocato, soffermandosi anche sul suo rapporto con Moratti e sull’Inter attuale. Queste le parole del ‘Chino’: “Il campo non mi manca, anzi, mi sento meglio ogni giorno che passa. Durante l’ultimo anno con il Nacional non mi sentivo più bene come in passato, avevo meno voglia, perciò è stato giusto mollare. Avendo tempo libero sono tornato a Milano e l’ho trovata molto cambiata, più moderna, forse per l’Expo. La gente va avanti nonostante la crisi, ho incontrato tante persone e tutte mi hanno abbracciato e fatto i complimenti. Sono andato a cena con Moratti e l’ho visto più rilassato, almeno finché non ci siamo messi a parlare di calcio… lui è ancora adesso il primo tifoso della squadra, solo che adesso non deve prendere decisioni complicate e quindi la vive in modo diverso. Però ama ancora il calcio alla follia. Gli devo tantissimo perché ha sempre creduto in me, anche quando le cose andavano male e tanta gente diceva che non servivo all’Inter ed ero un peso per la società. Siamo sempre stati sinceri l’uno verso l’altro e per questo siamo sempre andati d’accordo”.

La nuova Inter di Mancini? L’ho vista qualche volta e mi è piaciuta, ha carattere. In Serie A però vedo meno talento rispetto ai miei tempi, si cerca di fare più gioco ma manca la fantasia, non c’è spazio per il talento puro. Non so se i nerazzurri possono puntare allo Scudetto, è presto per dirlo, ma sicuramente la strada è quella giusta perché la squadra ha trovato carattere ed entusiasmo. Mi piace molto Jovetic, ha tantissimo talento. Uno come me in giro? Non lo so, ognuno ha le sue caratteristiche. Di Messi o di Ronaldo non ce ne sono altre, ma neppure di Javier Zanetti. Non credo proprio che ci sarà ancora uno come Zanetti. Dove potrei giocare nel calcio di oggi? Potrei giocare ovunque, in qualsiasi squadra, non ho dubbi. I miei gol impossibili? Li ho fatti senza pensare, ascoltavo solo l’istinto. C’è una voce che ti dice: “Tira, tira…”, e tu non fai altro che ascoltarla. Almeno, per me è sempre stato così. Il mio gol preferito? E’ arrivato su punizione, nel derby vinto contro il Penarol. Eravamo sotto 0-1, abbiamo pareggiato a tempo quasi scaduto e al 95′, su punizione, ho segnato il gol che ci ha fatti vincere. La gente è impazzita, c’erano tifosi che piangevano. Un delirio totale, non lo dimenticherò mai. E’ come se il destino abbia voluto regalarmi un’ultima grande gioia, sembrava un film”.

Il mio ritorno in Uruguay? Ho risposto sul campo a chi credeva che fossi finito. Mi sono tolto un sacco di soddisfazioni, mi sono divertito tantissimo in campo e fuori. Tempo fa ho detto che se avessi avuto la testa di Zanetti avrei fatto di più nel calcio, ma Zanetti è stato un marziano, essere come lui era impossibile. Quindi sono contento di quello che ho fatto, sempre decidendo con la mia testa. Adesso non so che cosa farò, sicuramente se vorrò restare nel mondo del calcio dovrò studiare. Più che fare l’allenatore, mi piacerebbe fare il dirigente in qualche club che ho conosciuto da calciatore, per dare una mano. Insomma, col calcio giocato ho chiuso”.

 

 

Alessandro Caltabiano