Inter: male de Boer e i giocatori, ma la società sta messa peggio

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Inter, il ds Piero Ausilio ©Getty Images
Inter, il ds Piero Ausilio ©Getty Images

CHIEVO-INTER 2-0 DE BOER GIOCATORI SOCIETA’ / MILANO – Prendersela con de Boer sarebbe ingiusto e sbagliato, è al lavoro da nemmeno quindi giorni e non ha la bacchetta magica come qualcuno fino a ieri sera ha invece sicuramente pensato potesse avere. Però non ci è piaciuto il modo in cui ha affrontato l’esordio in Serie A. Quel 3-5-2, senz’altro un modesto e provinciale adattamento all’avversario – di sicuro il Chievo era il peggiore che potesse incontrare alla prima di campionato – ha come frenato una squadra (per modo di dire) che già non eccelle in carattere e coraggio e che è priva di campioni (oltre Miranda continuiamo a non vederne) e di quella mentalità necessaria per fare l’agognato salto di qualità. E’ pur vero che non è stato aiutato dai giocatori, molti dei quali lontani da una condizione accettabile e con le valigie in mano. E certamente con le scorie di un’estate segnata in particolar modo dalla turbolenza Mancini innescata da una società che non è società e che resta il principale grande problema di questa Inter.

La nuova proprietà è assente o quasi (l’unico importante segnale di vita lo ha dato sul fronte Icardi) e ha affidato la gestione-potere del club alla minoranza, formata da Thohir e Bolingbroke – due che fra poco andranno via e che di calcio vero e proprio ne capiscono ben poco – e al loro agente-facotum di fiducia Kia Joorabchian, che con l’indonesiano ha contribuito al divorzio con Mancini che finora sul mercato si è palesemente (e diciamolo, anche legittimamente) mosso più per i suoi interessi (tra commissioni e il resto quanto ha intascato e quanto intascherà tra de Boer, intermediazione per trattative Gabriel Jesus e Gabigol? E per Joao Mario, di cui non è solo procuratore?) che per quelli del club nerazzurro. La sua presenza ha messo ancor più ai margini le figure – figurine o figuranti – di Gardini, Zanetti e Ausilio. Un ds che non sceglie l’allenatore avrebbe già un valido motivo per farsi da parte. Insomma, quest’Inter ha viaggiato e continua a viaggiare nel caos. Manca una società, quindi manca una squadra. Ma i tifosi continuino pure a prendersela con l’allenatore di turno…

Raffaele Amato