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Uno sguardo al 2016: il pagellone di fine anno per l’Inter

Inter, i nerazzurri esultano (Getty Images)
INTER PAGELLE 2016/ MILANO – Anche il 2016 è passato, ed è tempo di bilanci. Impossibile dire che l’anno solare appena trascorso sia stato positivo per l’Inter: dodici mesi fa i nerazzurri erano primi in classifica e il 2016 doveva essere l’anno della conferma, della rinascita, del ritorno al top e, magari, alla vittoria di un trofeo. Niente da fare: è bastato un gennaio da incubo per buttare via il podio, e la squadra ha concluso la stagione 2015/16 al quarto posto. In estate, l’arrivo di Suning e l’addio di Mancini, poi la poco saggia scelta di Frank de Boer prima dell’arrivo di Pioli, che sembra aver riportato ordine e fiducia nell’ambiente. Insomma, un anno dopo, siamo al punto di partenza…

INTER, I MIGLIORI DEL 2016

ICARDI 8 Impossibile non partire da lui. Il bomber e capitano argentino se ne frega di tutto: moduli, critiche e polemiche, cambi di allenatore. Anche nel 2016, l’ex Sampdoria ha continuato a timbrare il cartellino con una regolarità impressionante, tanto che, a metà campionato, si trova in testa alla classifica marcatori della Serie A con 14 reti. Di queste, 8 le ha segnate con de Boer, 5 con Pioli, 3 con Vecchi. Per di più, Icardi rientra in quasi tutte le occasioni da gol dei nerazzurri. Alla faccia di chi non lo vede abbastanza uomo squadra… meriterebbe un 9, se non fosse per il caos scatenato dalla sua autobiografia nel periodo più delicato dell’era de Boer.

BROZOVIC 7 Alla fine, ha avuto ragione lui. Il talento croato aveva chiuso il 2015 da ‘EpicBrozo’, ma nella prima metà del 2016 non ha saputo confermare i progressi lasciandosi intorpidire dal crollo verticale della squadra. Con l’arrivo di FdB, Brozovic ha vissuto qualche settimana difficile (con le esclusioni, dovute comunque a comportamenti non proprio limpidi da parte dell’ex Dinamo Zagabria), ma tant’è. Alla lunga è riuscito a riprendersi il suo posto e a dimostrarsi migliorato sotto tutti i punti di vista, togliendosi anche lo sfizio di segnare alla Fiorentina e di stendere il Genoa con una doppietta. In questo momento è assolutamente imprescindibile per l’Inter. Il 2017 dovrà essere l’anno dell’esplosione definitiva… possibilmente all’Inter e non in Cina.

SUNING 7 Serviva qualcuno che ci mettesse la faccia? Eccolo qua. Laddove Bolingbroke è stato licenziato per i pasticci commessi e Thohir ha gettato la squadra nel caos licenziando Mancini a pochi giorni dalla prima di campionato, il gruppo cinese ha mostrato di poter immediatamente prendere la situazione sotto controllo. In pochi mesi, Suning ha mostrato idee chiare e sangue freddo quando c’è stato da prendere decisioni importanti: ha bloccato il rinnovo di Brozovic quando il croato non si è comportato bene, e ha scelto personalmente Pioli dopo un’attenta selezione (i famosi casting, oggetto di sfottò dei tifosi nonostante il plauso di tanti addetti ai lavori, come un certo Ancelotti). Senza contare i tanti soldi spesi sul mercato e le prospettive di un mercato ancora più ricco nell’estate 2017.

INTER, I BOCCIATI DEL 2016

MURILLO 5 Annata nera per il difensore colombiano. Per il quale, soltanto un anno fa, Bayern Monaco e Real Madrid sembravano disposte a offrire ben 35 milioni di euro. Nel corso del 2016, però, le certezze si sono sgretolate, e quello che appariva come il più promettente fra i giovani nerazzurri è diventato pavido, incerto e distratto: se i nerazzurri sono passati dal primo al quarto posto in classifica nel giro di pochi mesi, la colpa è soprattutto dei tanti problemi avuti nella fase difensiva. Nel 2017, Murillo dovrà dimostrare di che pasta è fatto… una volta per tutte.

DIRIGENZA 5 L’Inter, in queste ultime settimane, è apparsa in ripresa. Tuttavia, bisogna anche evidenziare che gran parte delle difficoltà avute dalla squadra sono da imputare alla società stessa. Una dirigenza che nella seconda parte della stagione 2015/16, con la squadra in chiara difficoltà, avrebbe dovuto/potuto farsi sentire molto di più e manifestare la sua vicinanza alle vicende del campo. Troppo spesso, infatti, si è parlato di affari, partner economici e brand, dimenticando però che il calcio è prima di tutto uno sport. Brutta anche la gestione del caso Mancini (perché aspettare agosto per chiudere il rapporto con lo jesino?), e soprattutto quella di Frank de Boer. Il tecnico olandese è stato gettato nella mischia a pochi giorni dall’inizio della Serie A, e anche se alla fine non si è dimostrato adeguato al nostro campionato, la colpa è soprattutto di chi l’ha scelto e mai supportato davvero. La testimonianza? L’esonero dell’ex Ajax a pochi giorni dall’ultima conferma pubblica di Ausilio e Zanetti. Ma Pioli era libero anche ad agosto, ve n’eravate accorti…?

MANCINI 4,5 Il suo nome non può non figurare tra i bocciati. Quali che siano le attenuanti, il tecnico di Jesi è stato assecondato in tutto e per tutto sul mercato, ma, dopo un grande avvio nella stagione 2015/16, è riuscito a condurre la squadra al quarto posto. Realisticamente, il ‘Mancio’ lo aveva previsto anche nei momenti di maggiore ottimismo: “Juve, Napoli e Roma ci sono superiori”. Eppure, il vantaggio in classifica nei confronti delle avversarie c’era, ma è stato buttato via più negli scontri contro le piccole che in quelli contro le dirette concorrenti.

KONDOGBIA & JOVETIC 4 Due situazioni molto simili. Entrambi sono arrivati nell’estate 2015: il primo avrebbe dovuto rimpiazzare Kovacic, il secondo essere il “gemello del gol” di Icardi. Dopo un lento ambientamento a Milano, ci si aspettava che entrambi dimostrassero qualche progresso nel 2016, ma nessuno dei due ha saputo ripagare la fiducia della società e dei tifosi. Peggio ancora, il più delle volte sono apparsi svogliati e inconcludenti quando chiamati in causa. Se per Kondogbia la bella prestazione contro la Lazio lascia qualche speranza in vista del 2017, però, Jovetic sembra definitivamente avviato verso la cessione.

SENZA VOTO

DE BOER – I progressi fatti dalla squadra con Pioli testimoniano che prima qualcosa non andava. Difficile capire quali siano i reali demeriti di De Boer e quanto invece le difficoltà precedenti fossero legate ad altre situazioni: di certo, il tecnico di Hoorn non ha saputo porre rimedio alla situazione nel momento in cui tutto gli è sfuggito di mano. Non si può dimenticare, però, che gli errori principali sono di chi lo ha scelto. Per contro, De Boer ha mostrato delle buone cose: la partita contro la Juventus (l’unica in cui la squadra lo ha davvero seguito) è stata preparata alla perfezione, ma allo stesso tempo l’olandese ha mostrato una professionalità e una signorilità che raramente si vedono nel calcio. Chissà come sarebbe andata, se fosse arrivato a giugno…

GABIGOL – L’ultimo tormentone del 2016. Il brasiliano, finora, è riuscito a far parlare di sé soltanto per il poco spazio che gli allenatori nerazzurri gli hanno concesso. Forse è stato giusto preservarlo nel momento in cui la squadra viveva le sue maggiori difficoltà, a ogni modo, per il poco che si è visto, il numero 96 nerazzurro ha dimostrato personalità e buone doti tecniche quando è stato chiamato in causa. Troppo presto per sbilanciarsi: se il suo acquisto sia stato un flop oppure un grande colpo di mercato, potrà dirlo soltanto il 2017.

Alessandro Caltabiano