Inter, Moratti: “Vivo le stesse emozioni dei tifosi”

0
88
Moratti ©Getty Images

INTER MORATTI INTERVISTA/MILANO-L’ex presidente dell’Inter Massimo Moratti, è stato intervistato telefonicamente da Top Calcio nel giorno del compleanno della squadra nerazzurra. L’ex patron ha ripercorso, tramite le domande a lui poste, la storia della sua squadra con particolare attenzione ai suoi 18 anni da protagonista, come azionista di maggioranza del club. Ieri al Camp Nou, il Barcellona ha ribaltato un 4-0, ma non riuscì a ribaltare il 3-1 nerazzurro nella semifinale 2010 e l’ex presidente ricorda: “Noi eravamo in dieci dopo pochi minuti e sotto un certo profilo la partita di ieri mi ha fatto capire quanto eravamo forti. Provai una sofferenza fuori dall’ordinario, ma per noi finì in gioia“. Si torna indietro al 1998 e alla vittoria della terza coppa Uefa e lui ricorda: “Era una squadra formidabile, avevamo un attacco fuori dall’ordinario, difficile da vedere nel mondo: fu un premio meraviglioso al sacrificio dei ragazzi dopo la delusione di Torino“. Gli chiedono se Messi all’Inter sia più difficile di Ronaldo e il patron spiega: “L’acquisto di Ronaldo non fu difficile perché nessuno si aspettava lo prendessimo e non c’era concorrenza. Per Leo, invece, non è facilissimo. Ieri sera abbiamo visto nuovamente il calciatore fantastico che è”. Gli chiedono del ‘Triplete’ e lui dice: “Meraviglioso, il ricordo più bello, anche se nelle altre stagioni non è che abbiamo avuto cattivi ricordi. Ho vissuto momenti di gioia e dolore, ma quello è stato il premio per la gente e per i tifosi: vederli felici mi rendeva soddisfatto dopo tanti anni”.
Una sola parola: Mourinho e sul tecnico dice: “Grandissimo professionista con un tocco di genio“. Da un tecnico del recente passato, ad uno ormai immortale per i tifosi nerazzurri: Herrera e di lui Moratti ricorda: “Mago, ha anticipato il calcio di 30 anni”. Ultima domanda su Mancini e l’ex presidente dichiara: “Merita di essere il più vincente della storia del club, con noi è stato bravissimo: con lui ci siamo tolti delle soddisfazioni. La squadra del Triplete l’aveva impostata lui”. Gli domandano, perché non ha rinnovato la scorsa estate e lui spiega: “Si è reso conto che nessuno, lui compreso, non era convinto. Ha fatto una scelta coraggiosa e intelligente”. Dopo i ricordi positivi quelli negativi, cominciando dalla fatal Mantova nel 1967 e lui ricorda: “Può capitare la partita in cui hai fatto il necessario per vincere, poi perdi. Quello era un anno in cui andò male tutto, compreso Lisbona. Molto sinceramente era destino”.
Altra data nefasta, anche se otto anni dopo sarebbe stata l’inizio dell’apoteosi nerazzurra, è il 5 maggio 2002 e il patron dice: “La spiegazione che i nostri erano convinti di avere la partita in tasca dall’inizio e invece così non era. Gli avversari erano seri e quindi è andata male. E’ vero che abbiamo perso il campionato in una partita, ma andammo a rischio nelle precedenti giornate”. Gli chiedono delucidazioni su Suning e lui spiega: “Sono bravi, hanno grande volontà e hanno obiettivi oltre a grandi disponibilità. Sinceramente ho molta fiducia”. Gli domandano un parere su Pioli e Moratti ha solo parole di elogio per il tecnico: “E’ bravissimo, ora deve superare il problema dei big match ma ne avrà a disposizione tanti altri per dimostrarlo. E’ molto serio, fa giocare bene la squadra”. Gli domandano della possibilità di avere Conte o Simeone al suo posto e lui dichiara: “Perché rovinare la festa? Cominciamo a raccogliere quanto di bene stiamo facendo”. Gli chiedono delucidazioni sull’obiettivo Champions e lui dice: “Analiticamente non è facile: la Juve è a parte, Roma e Napoli hanno dimostrato di essere molto forti anche nei duelli contro di noi. Non ci sono grandi speranze, ma dopo Barcellona-Psg tutto è possibile”. Domanda finale: quali avvenimenti dei 109 anni di storia nerazzurra metterebbe ai primi posti e l’ex presidente spiega: “Dire il Triplete sarebbe compiacimento, ma sono le immagini di maggior fatica le migliori: quindi la prima Coppa dei Campioni e poi i miei primi anni dove facevamo fatica a vincere: quelli sono la vera forza di fascino del club. Voglio bene a tutti i tifosi perché viviamo la stessa storia e le stesse emozioni, l’augurio è di mantenere la fiducia ad alto livello”.

 

Luigi De-Stefani