Home Inter News: tutte le ultime notizie nerazzurre Inter, fischi (ingiusti) a Brozovic: il nuovo capro espiatorio di ‘San Siro’

Inter, fischi (ingiusti) a Brozovic: il nuovo capro espiatorio di ‘San Siro’

Brozovic ©Getty Images

INTER BROZOVIC / ‘San Siro’ ha eletto un nuovo capro espiatorio: Marcelo Brozovic. Ecco l’approfondimento a riguardo di ‘Calciomercato.it’: “Il croato prende il posto di Andrea Ranocchia, diventando il giocatore ‘simbolo’ dei mali dell’Inter, quello su cui i tifosi interisti – o la maggior parte di essi – scaricano e scaricheranno rabbia e frustrazioni in ogni momento difficile che attraverserà la squadra. Brozovic lo sarà anche quando non sarà il peggiore in campo, come ieri contro il Bologna nel match valido per la 24esima giornata di Serie A. Fino al cambio e al suo provocatorio applauso ai fischi ingenerosi del pubblico nerazzurro, infatti, il croato non aveva certo giocato peggio degli altri. Anzi, tra i giocatori dell’Inter era forse quello che aveva corso di più, male (come spesso e volentieri) ma di più, servendo peraltro l’assist a Eder per il momentaneo uno a zero.

“Ma ormai il suo destino è segnato, probabilmente lo era da tempo. Non a caso era stato di fatto ceduto, in prestito con diritto di riscatto al Siviglia, nello scorso calciomercato invernale, prima che il lungimirante Spalletti bloccasse la sua partenza poiché poco fiducioso circa l’arrivo (Pastore o un altro) di un per così dire sostituto. Con questo non si vuole difendere Brozovic – un giocatore che abbiamo sempre descritto come ‘debole’ dal punto di vista emotivo e troppo discontinuo nel complesso (in sostanza non da big, ammesso che l’Inter lo sia ancora) – ma ridurre certo le sue ‘colpe’ per il momento che sta passando la squadra (comunque col successo di ieri terza in classifica), che non sono né superiori né inferiori a quelle dei suoi compagni. Semmai lo sono, certamente inferiori, rispetto a quelle della società e della proprietà, cioè Suning. Ma il tifoso, oggi diventato perlopiù cliente, ha quasi sempre più ‘cuore’ che cervello e quindi il mirino puntato sulla goccia anziché sull’oceano”.