Bergomi: “Conte mi convince, idee chiare e concetti semplici”

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Inter, lunga intervista con GQ Italia dell’ex difensore Giuseppe Bergomi ora opinionista e commentatore per Sky Sport. L’ex giocatore ha dato la sua opinione sia sulla situazione dei campionati di calcio che soprattutto sulla sua ex squadra

Bergomi in azione ©Getty Images

INTER BERGOMI INTERVISTA/ L’ex difensore e ora commentatore e opinionista per Sky Sport Giuseppe Bergomi, ha fatto una lunga intervista con GQ Italia, nella quale la sua ex squadra è stata parte centrale della medesima. La prima domanda, ha riguardato la possibilità di terminare i vari campionati di calcio, o come per altri sport questo non sarà possibile e lui ha spiegato: “Il calcio è diverso rispetto al basket per esempio che ha i playoff. Io sono per continuare, non so ancora cosa succederà. Ho sentito il dottor Volpi che mi ha raccontato quanto bisogna stare attenti, dobbiamo andare con i piedi di piombo specie perché il problema è il virus di rimbalzo. Io sono per riprendere il campionato, con tutte le sicurezze del mondo se ci sono le misure giuste, ma senza andare troppo in là perché si comprometterebbe la stagione successiva. Giugno, metà luglio bisognerebbe terminare, ad andare troppo oltre sarebbe un problema. Bisogna tutelare tutte le squadre completando la stagione ma credo si debba fare un distinguo tra la Serie A e la Serie B e C perché sono categorie diverse. In B e C ci sono alcune squadre che hanno praticamente in tasca la promozione ed è giusto che possano finire, in Serie A la situazione è ancora tutta in ballo e incerta, per lo scudetto che per le altre posizioni”.
Dopo la domanda generica sul calcio, ecco la prima domanda che ha riguardato l‘Inter e nello specifico, un’opinione su Eriksen e lui ha detto: “Io sono stato uno dei primi a porre dei dubbi e ho ricevuto un sacco di critiche. Nella partita di Coppa con la Fiorentina sentivo gente che si lamentava del fatto che non saltasse l’uomo o che non è veloce. Eriksen è un giocatore diverso dai centrocampisti che ha l’Inter, con buoni piedi, che calcia bene le punizioni, che trova il gol… Ma se non è il tipo di giocatore che va sul recupero palla e l’intensità, quindi dall’inizio mi chiesi nel 3-5-2 Conte dove l’avrebbe collocato. Ho avuto parzialmente ragione perché anche Antonio non lo ha mai schierato titolare in certe partite importanti. È un giocatore che ha tante potenzialità e qualità ma va messo nelle condizioni di tirarle fuori e in questo sistema di gioco lo vedo difficile. Conte dovrebbe cambiare qualcosa, un’evoluzione del modulo e del sistema di gioco. Il calcio inglese è diverso, lì era più libero di spaziare, le nostre partite non si sbloccano facilmente. Sapevo che poteva andare incontro a questo tipo di problematiche, io lo aspetterei. Lui si deve adeguare al nostro calcio e noi metterlo nella condizione di tirar fuori le sue qualità”. Dopo Eriksen, gli hanno chiesto se Conte stia facendo bene e lui ha dichiarato: “Conte certo che mi convince. Le sue squadre le vedi dall’inizio. Idee chiare e concetti semplici fino alla fine. Questa squadra lavora bene per linee interne alla ricerca delle punte ma il problema restano le corsie esterne. L’Inter ha fatto meglio fuori casa che in casa perché in casa ti aspettano. Lì devi fare la differenza. Gli esterni stanno facendo bene però devi migliorare lì mettendo gente che ti salta l’uomo perché quando le squadre si chiudono soffri. Certo che Conte mi sta convincendo, sta facendo molto bene senza togliere nulla a Spalletti che ha centrato per due anni l’obiettivo, però deve ancora migliorare queste piccolezze“. In vista del prossimo calciomercato, gli hanno domandato che esterni potrebbero essere utili alla squadra nerazzurra e lui ha risposto: “Trovare degli esterni bravi a fare tutta fascia e dribblare è difficile. Oggi uno dei migliori dribblatori è Boga, che parte da esterno. Ma ci può essere un evoluzione del gioco, lo terrei d’occhio. L’Inter a gennaio voleva Alonso del Chelsea, a me piace molto, ti garantisce gol e ha un buon piede ma questo è un lavoro di cui si occupano i grandi osservatori che ha l’Inter. Certo non lo era Lazaro, lo era più Lazzari che ha preso la Lazio. Bisogna trovare gente che fa bene quella fascia”.
Il figlio d’arte Federico Chiesa, è stato spesso accostato all’Inter e hanno chiesto a Bergomi come lo vedrebbe in nerazzurro e lui ha spiegato: “Chiesa, ma in che ruolo? Quest’anno lo abbiamo visto con Montella che lo ha messo nel 3-5-2 a fianco Ribery, stessa cosa Iachini. Non puoi fargli fare tutta la fascia perché lo snaturi. Lui è un attaccante, per me ci sta in Nazionale, utilizzando bene le sue caratteristiche perché Mancini sa tirare bene fuori tutte le caratteristiche. Certo che mi piace Chiesa, andrebbe bene, però se devo pensare al 3-5-2 dell’Inter non saprei dove metterlo. Lo prenderei se mi portano via Lautaro, spero di no perché a me piace tanto. I giocatori bisogna sempre capire in che contesto devono essere inseriti, non basta solo che piaccia”.

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L’ultima domanda, ha riguardato la possibilità che Lautaro Martinez possa o meno restare a Milano, o alla fine cedere alle lusinghe del Barcellona e l’ex difensore ha detto: “È difficile dirlo. Da interista mi auguro che possa rimanere all’Inter perché quando giocava con Icardi faceva fatica, adesso con Lukaku ha trovato il partner giusto che gli apre gli spazi. Lukaku è un giocatore che ha fisicità e gioca per la squadra, ha quel pizzico di sano egoismo da da attaccante ma si mette a disposizione del compagno e ha esaltato le qualità di Lautaro, scindere questa coppia sarebbe triste”.