Parole infondate sul recupero di Eriksen: “Sono tutte sciocchezze”

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Martin Schoots, agente di Christian Eriksen, ha smentito ogni speculazione riguardante gli accertamenti medici del centrocampista dell’Inter

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Christian Eriksen (Getty Images)

Dopo la tragica esperienza vissuta lo scorso giugno sul campo di Copenaghen contro la Finlandia che lo ha costretto all’installazione di un defibrillatore cardiaco, Christian Eriksen appare visibilmente felice ed in buona salute. Sembra godere delle piccole gioie della vita in compagnia della famiglia, di certo il bene più prezioso che possa avere. Si era vociferato che fossero state fissate le date per i nuovi accertamenti medici in Danimarca ma il tutto è stato prontamente smentito dall’agente del calciatore dell’Inter, Martin Schoots, ai microfoni di ‘TV2 Sport’: “Sono tutte sciocchezze. Non è stato preso ancora nessun appuntamento e tantomeno c’è una tempistica precisa entro la quale farlo. Nel momento in cui ci saranno degli sviluppi sarà lo stesso Christian ad avvisare”.

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Il destino di Eriksen lontano dall’Inter

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Momenti di paura per Eriksen a terra (Getty Images)

In questa cornice fatta di pazienti attese circa le condizioni fisiche di Christian Eriksen, va ricordato che il destino del trequartista danese potrebbe compiersi lontano dall’Inter, da Milano e qualunque altro club su suolo italiano. Secondo la normativa vigente in materia di medicina sportiva, un atleta – specialmente se agonista professionista ad alti livelli – non può espletare le sue prestazioni qualora porti con sé un dispositivo elettronico (quale il defibrillatore) poiché se da un lato è atto a garantire il corretto funzionamento del cuore, dall’altro ne rappresenta pur sempre un rischio. Si agisce, insomma, per la tutela della salute dell’individuo. Basti pensare che, non molto tempo fa, il difensore olandese Daley Blind in forza all’Ajax ha accusato un malore dopo che il suo defibrillatore si era improvvisamente spento durante una partita. E sarebbero proprio i Paesi Bassi la destinazione d’arrivo più indicata per il proseguo della carriera di Eriksen, laddove i regolamenti sono decisamente meno severi ma forse un po’ azzardati.