Juventus-Inter, ‘gestaccio’ Dzeko: cosa rischia il bosniaco

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Il bosniaco, preso di mira dagli ultrà bianconeri, si è lasciato andare ad un gesto poco elegante. Ecco cos’è accaduto nei minuti finali di Juventus-Inter

Derby d’Italia era e derby d’Italia resterà. Non sono infatti mancate le sorprese nel match tenutosi ieri sera in quel dell’Allianz Stadium tra Juventus e Inter. Clima a tratti gelido possiamo dire, ma tenuto particolarmente ‘bollente’ dal temperamento di tutti i tifosi presenti allo stadio.

Simone Inzaghi ©LaPresse

Poche le certezze raccolte da Simone Inzaghi al termine del match. E’ senz’alcun ombra di dubbio infatti un’Inter fin troppo ‘sciupona’ quella che si è vista nella gara di ieri sera contro la Juventus. I nerazzurri non a caso, hanno avuto a loro disposizione diverse occasioni per poter ‘far male’ alla squadra di Massimiliano Allegri (da lì senza successo). Pensiamo per esempio al tentativo sballato sotto porta di Dumfries, fino ad arrivare a quello di Lautaro (giusto per citarne qualcuno). Nel mentre però, Juventus-Inter si è giocata a tratti anche al difuori del campo, con protagonisti Edin Dzeko e gli ultrà bianconeri.

Juventus-Inter, gestaccio di Dzeko: ecco cos’è accaduto

Edin Dzeko ©LaPresse

A scaldare ulteriormente gli animi del match, ci ha pensato infine un gesto poco carino messo in pratica da Edin Dzeko. Tutto sarebbe nato infatti nel momento in cui il calciatore bosniaco, situato a pochi passi dal settore della curva sud bianconera, avrebbe ripreso in maniera energica un raccattapalle fin troppo lento a fornire il pallone. Da lì in poi, gli ultrà della Juventus, reduci dall’aver visto il tutto, non hanno esitato un attimo nell’intitolare qualche coro poco elegante – con annessi insulti tra l’altro – nei confronti dell’attuale centravanti dell’Inter. Ed è proprio in quel frangente che il ‘Cigno di Sarajevo’ ha dunque deciso di mostrare gli ‘attributi’ a tutta la curva sud. In che maniera? Indicando la zona inguinale con entrambe le mani durante il rinvio dal fondo di Wojciech Szczesny.