Moggi assolve Bastoni: “Una ragazzata. Un altro arbitro la faceva finire 2-2”

L’ex Dg della Juventus dà ragione almeno in parte a Moratti, ma poi tira in ballo Facchetti

A cinque giorni dal derby d’Italia, l’Inter deve dimostrare di aver voltato pagina. Si torna in campo per la sfida al Bodo Glimt in Champions League. Ieri, nella stessa competizione, figuraccia della Juve che ha preso cinque gol dal Galatasaray. Ma in casa bianconera c’è ancora chi parla dell’espulsione di Kalulu per il fallo su Bastoni. Stavolta a parlarne è l’ex direttore generale Luciano Moggi. Ecco le sue dichiarazioni a Radio Radio.

Inter-Juve, Moggi risponde a Moratti
Moggi sul caso Bastoni-Kalulu (foto Ansa) – Interlive.it

“Le parole di Moratti? Ma in realtà lui si è sempre comportato bene con me, non come Facchetti. Ha detto una cosa giusta: si sta esagerando e ci si sta divertendo ad aizzare la piazza sui social e sui giornali. Attenzione perché adesso il tifoso è diventato un mestierante che va al campo per vedere la partita e trarne degli interessi, vedete quello che è successo nelle curve di Milano… Quindi bisogna andarci con cautela, perché poi si aizzano i delinquenti“.

“Moratti da un certo punto di vista ha ragione, poi esagera quando dice che la Juventus è una vittima. Inoltre non è vero che l’Inter deve guadagnare ancora tante cose sulla Juve. Credo che Bastoni abbia fatto una ragazzata, gli è venuto spontaneo e se la poteva risparmiare. Non è tanto la simulazione, quanto l’esagerazione nell’esultare quando ha visto il cartellino rosso. Ormai è avvenuto e ormai bisogna convivere con gli errori di giocatori e arbitri“.

“Il Var che è stato fatto per confondere le idee. Qui non poteva intervenire, ma se ci fosse stato buonsenso nella regola, si poteva usare. Infine c’è il discorso sull’arbitro inadeguato: ci fosse stato Lo Bello avrebbe fatto finta di non vedere e quando la partita era sul 2-2, sarebbe finita così perché non avrebbe permesso di fare altre azioni. La classe arbitrale non è all’altezza della situazione, avranno riempito la testa a La Penna: appena qualcuno fa qualcosa usa il cartellino e lui ne ha usati troppi”.

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