Como-Inter si è giocata senza Var? Ecco cos’ha fatto Di Bello

L’arbitro dell’andata della semifinale di Coppa Italia ha diretto la gara in modo alquanto strano, senza ammonire nessuno

Per una volta non si parla dell’arbitro o forse sì. Nella sfida tra Como e Inter non ci sono stati grandi casi da moviola e l’arbitraggio di Di Bello è stato giudicato positivo sia in tv che sui giornali. Il fischietto di Brindisi, grazie anche all’atteggiamento in campo dei calciatori, è riuscito a chiudere la partita del Sinigaglia con appena 21 falli e nessun cartellino giallo. Ma c’è qualcosa che non quadra.

Como-Inter, Di Bello arbitra senza Var
Un frame di Como Inter (Foto Ansa) – Interlive.it

I più attenti avranno notato che la direzione di gara di Di Bello è sembrata come quella di una decina di anni fa, quando non era stato ancora introdotto il Var. Ovviamente è una provocazione: a Lissone c’erano Mazzoleni e Maresca pronti a intervenire. Ma non ce n’è stato bisogno. Quello che stona è che sembra non ci siano stati nemmeno dei check, eppure ci sono stati due episodi dubbi.

Nel primo tempo Nico Paz va a terra dopo essere stato sfiorato al volto da Bastoni. Serve qualche replay per capire che non è condotta violenta né rigore (tocco appena fuori area). Nella ripresa Bisseck va a terra placcato a palla lontana con Di Bello di spalle: le scorrettezze sono reciproche e non viene premiato col fallo nessuno dei due.

Ma soprattutto è sembrato strano l’atteggiamento sul fuorigioco: tranne che nell’occasione di Vojvoda, infatti, è stato fischiato subito senza attendere lo sviluppo dell’azione. E almeno in un caso, con Thuram lanciato a rete, la segnalazione sembrava errata. Dall’altra parte sanzionato subito il tocco di mano di Alex Valle che stava entrando in area, in una azione potenzialmente molto pericolosa. Insomma un arbitraggio da epoca pre Var.

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