La Procura di Milano ascolterà l’addetto agli arbitri dell’Inter nell’ambito dell’inchiesta sugli arbitri
“C’è amarezza ma anche tranquillità: l’Inter non ha niente da temere. Noi siamo sempre stati corretti, non abbiamo arbitri graditi né sgraditi”. La ha detto Beppe Marotta, presidente nerazzurro, prima e dopo la partita contro il Parma che ha portato in bacheca il 21esimo scudetto. Un tricolore senza ombre, nonostante l’inchiesta che riguarda il designatore Rocchi e gli arbitri per il quale non ci sono interisti indagati.

Ieri è trapelata una intercettazione tra lo stesso Rocchi e Gervasoni in cui non si cita mai l’Inter (si dice soltanto “loro”) né l’addetto agli arbitri nerazzurro Schenone (si parla soltanto di un generico “Giorgio”). Il quotidiano La Repubblica oggi in edicola aggiunge che ci sarebbero nuove intercettazioni tra l’ex designatore e dirigenti di Serie A. Inoltre nei prossimi giorni il PM Ascione ascolterà proprio il club referee manager sulle presunte pressioni per avere designazioni gradite per le gare della scorsa stagione.
Una stagione, quella 2024-25, che è giusto ricordare si concluse con la vittoria dello scudetto del Napoli. Mentre l’Inter dovette accontentarsi del secondo posto proprio a causa di errori arbitrali contro la squadra di Simone Inzaghi. La Procura di Milano, inoltre, ascolterà gli altri addetti agli arbitri delle altre squadre di Serie A, in particolare quelli con un passato da arbitri o assistenti. E quindi Juventus, Lazio e Parma.





