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Inter, pareggio mortificante: a deludere non è solo Forlan

Julio Cesar para il rigore ad Adem Ljajic - Getty Images

INTER, PAREGGIO CONTRO LA FIORENTINA/ MILANO – Il pareggio a reti bianche conquistato ieri pomeriggio contro la Fiorentina è stato, al di là delle dichiarazioni post-partita, una pesante mazzata per le ambizioni Champions. Il distacco è sì rimasto immutato dalla Lazio, ma le partite per poter agguantare il terzo posto sono ora diventate solamente cinque. Lo 0-0 contro la Fiorentina è stato un enorme passo indietro da parte della squadra di Stramaccioni, mortificante dal punto di vista del gioco e della volontà messa in campo.

A TRAZIONE ANTERIORESULLA CARTA – L’undici schierato inzialmente da Strama faceva presagire, o almeno sperare, un’Inter con l’acceleratore, con tre mezze-seconde punte alle spalle della punta di diamante Milito. Solo sulla carta è stato così: nessuno dei tre, vale a dire Forlan, Alvarez e Zarate, hanno illuminato e servito il Principe, rimasto per tutta la partita in balia della difesa viola. non di certo la migliore d’Italia. Quattro giocatori offensivi non son serviti alla squadra nerazzurra per creare grossi grattacapi agli uomini di Delio Rossi, schierati con ordine sul campo, favoriti però, più che da una trazione anteriore, dal freno a mano tirato della Beneamata.

INCONSISTENZA DEGLI ESTERNI – La mancanza di veri esterni di difesa (il Maicon attuale è non può essere definito tale) è uno dei principali problema della squadra nerazzurra, sia per il 4-3-3 che per il 4-2-3-1 andato in scena ieri. Il laterale brasiliano ci ha provato in qualche occasione, ma la scarsa condizione fisica e il passo che non è più quello di due-tre anni fa, nn gli hanno permesso di compiere appieno il proprio dovere. Sulla corsia opposta Zanetti – uscito per problemi fisici all’intervallo – che più che esterno di difesa è un abile tappabuchi a copertura degli errori in fase offensiva di Zarate o di uno dei due centrocampisti che di tanto in tanto si spostava in avanti per aiutare il reparto d’attacco. Nel secondo tempo l’ingresso di Nagatomo sulla sinistra ha migliorato le cose, ma i limiti tecnico-tattici del giapponese non hanno permesso di alzare il gap della squadra nerazzurra.

RITMI LENTI – Manovra farraginosa e poco redditizia, gioco lento e compassato, l’ideale per la difesa viola. Stramaccioni non è riuscito, nelle poche settimane, a eliminare, o a smussare, uno dei peggior difetti della squadra. Con questa rosa a disposizione c’è da dire che è difficile fare di più, l’età di molti giocatori è troppo elevata per poter consentire un gioco più rapido e più efficace, europeo per intenderci.

MAGARI IL GOL LO FACCIAMO – Questo è l’atteggiamento messo in pratica dai giocatori dell’Inter: atteggiamento che ora come ora non può certo portare a nulla, visto che la squadra non è più quella di due anni fa. Per segnare e per vincere ci vuole un’altra mentalità, una voglia di vincere che ieri, come in tutta la stagione, è fortemente mancata: difficilmente questo tipo di approccio sarà risolto da Stramaccioni in così poco tempo, speriamo almeno per il futuro.

 JULIO SALVA-RISULTATO – Menomale che il portiere brasiliano ha salvato il risultato, consentendo a Milito e compagni di portare a casa almeno un punto, poco utile alla classifica, ma buono per evitare l’ennesima sconfitta.

 

Raffaele Amato