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Mercato Inter, Ausilio a Barcellona: protagonisti quattro giocatori

Stadio 'Camp Nou' di Barcellona

CALCIOMERCATO INTER AUSILIO BARCELLONA / MILANO – La netta superiorità tecnica, ma soprattutto atletica, ha permesso al Bayern Monaco di strapazzare anche al ‘Camp Nou’ l’ormai ex extraterrestre Barcellona, all’atto finale di un ciclo straordinario. Robben e Muller hanno annientato l’indifeso team blaugrana sotto gli occhi di Piero Ausilio, in visita nella città simbolo della Catalogna e poi in tribuna per assistere al ritorno della semifinale di Champions League. Il direttore sportivo dell’Inter avrebbe avviato i contatti con la società spagnola per mettere a punto, o anche solo per un pour parler, possibili affari che potrebbero accendere il mercato estivo dei due club.

Il venditore dal campratore
Solitamente, chi vuol comprare un giocatore (il compratore), il discorso non vale esclusivamente per il calcio, viene ospitato in casa propria dal venditore, o presunto tale. In tal caso, e non è la prima volta, la ruota è girata nel verso sbagliato. Ausilio, forse sotto diktat del presidente Massimo Moratti, nelle prossime ore potrebbe innanzitutto discutere con la società spagnola del futuro di Samir Handanovic, cercato e corteggiato dalla stessa prima a febbraio-marzo, poi qualche settimana fa, quando è stata paventata al pubblico una possibile offerta da circa 30 milioni di euro per il portiere sloveno, acquistato la scorsa estate dai nerazzurri con la formula della comproprietà (7 milioni circa, ndr) – più la metà di Faraoni -, più il riscatto dell’altro cinquanta per cento del cartellino a una cifra pressoché simile a quella investita nella prima tranche. Il numero uno dell’Inter, o meglio, la sua cessione al Barcellona, oltre a incrementare il tesoretto per l’eventuale mercato in entrata, potrebbe servire alla stessa Inter a rafforzare l’alleanza con il club di Rosell, proprietario, oltre che di fuoriclasse come Messi e Iniesta, anche di buoni-ottimi giocatori non del tutto incedibili. Tutt’altro.

Sanchez, Montoya e un giovane difensore
L’interesse dell’Inter è forte, forse anche concreto, per Alexis Sanchez e Montoya. Il primo, attaccante cileno ex Udinese, ha deluso con la camiseta blaugrana per motivi fisici ma anche tattici: complicata la sua convivenza con Messi, e in generale con una squadra che faceva del possesso palla la sua arma migliore. El Niño Maravilla è sul mercato, seppur non in via ufficiale, però il problema è il costo del suo cartellino, certamente superiore ai 20 milioni di euro, prezzo effettivamente, almeno per ora, non alla portata dell’Inter alla ‘genovese’. In più, la formazione interista non parteciperà alla prossima Champions League, competizione che potrà offrire la Juventus di Antonio Conte, la favorita nella corsa al giocatore. Il secondo, invece, è il giovane laterale destro (può giocare anche a sinistra) riserva del titolarissimo Dani Alves. Tecnicamente discreto, 22 anni, e con un contratto in scadenza nel giugno 2014. Il terzo che suscita interesse al club di Corso Vittorio Emanuele sarebbe Marc Burtre, difensore centrale sempre di 22 anni, prospettivamente buono, ma pur sempre riserva in una compagine, a parte Piqué, non particolarmente attrezzata dal punto di vista difensivo.

Handanovic e Montoya cedibili
Il portiere dell’Inter, solo nelle dichiarazioni di facciata viene considerato incedibile. La verità è ben diversa da come appare: di fronte a una offerta davvero consistente – almeno 25 milioni -, l’Inter si siederà sul tavolo a trattare, con Barcellona o un altro top team, non fa differenza. Difficilmente, però, i blaugrana offriranno il cartellino di Sanchez come contropartita tecnica nell’affare, presunto, per Handanovic. Il cileno, è costato la bellezza di 40 milioni di euro, compreso i bonus, un investimento troppo oneroso per poter essere gettato in un cestino dopo appena due stagioni. Montoya, invece, potrebbe davvero giungere a Milano nella prossima estate, magari anche in prestito, visto che le sue qualità tecniche non hanno mai convinto né Guardiola né Vilanova e, soprattutto, nemmeno la stessa società spagnola.

 

Raffaele Amato