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Mercato Inter: il costo, gli alleati e il ‘physique du rôle’ di Mazzarri

Walter Mazzarri (Getty Images)

CALCIOMERCATO INTER MAZZARRI / MILANO – A cinquantuno anni suonati non ditegli che non è pronto per il grande salto. Potrebbe arrabbiarsi, lui che è un livornese doc, seppur sia nato a San Vincenzo, un comune di 7.000 abitanti in provincia proprio della città amaranto. Ha il contratto in scadenza a giugno, e dopo quattro stagioni a Napoli e di convivenza, qualche volta burrascosa, con Aurelio De Laurentiis, ha deciso che il momento sia quello propizio per staccare il cordone ombelicale con il mondo azzurro nonché per gettarsi a capofitto in una nuova avventura.

Sulle sue tracce c’è la Roma degli americani, quella gestita in modo caotico e con numerosi chiari di luna da Baldini e Sabatini: a esser buoni, meno parlano meglio è per tutti. Il club giallorosso gli avrebbe offerto un ricco triennale, più o meno sulla stregua di quanto propostogli dal produttore cinematografico, ovvero 3,5 milioni netti. Ma a bloccare, per il momento, il matrimonio con la ‘Lupa’ o il rinnovo (impossibile o quasi) con il ‘ciuccio’, pare ci sia il ritorno in auge senza trombe e violini dell’Inter di Massimo Moratti.

Il valzer di sondaggi e pareri messi in atto dal numero uno nerazzurro sono cosa nota: dopo la pesante sconfitta contro la Fiorentina (4-0) ha contattato Mircea Lucescu, un paio di mesi fa tramite intermediari di fiducia ha riservato attestati profondi di stima proprio nei riguardi del ‘polemico’ Mazzarri, sponsorizzato all’interno della società nerazzurra dal dg Marco Fassone, con cui vi è un solido feeling instaurato nel periodo ‘napoletano’, e dall’avvocato Beppe Bozzo – dirigente ‘invisibile’ dell’Inter: ha concluso il prestito di Zarate, lo scambio Cassano-Pazzini, l’arrivo di Schelotto e Kovacic -, il quale, anche se per regolamento non potrebbe, cura e gestisce gli interessi dell’allenatore ex Reggina più o meno come fa un agente con i suoi giocatori-assistiti.

Il problema, semmai, è un altro: Mazzarri costerebbe a Moratti un sostanziale investimento. Quasi 7 milioni lordi, cioè le offerte fattegli da Napoli e Roma, a dispetto degli emolumenti percepiti da Andrea Stramaccioni, che a lordo supera appena 1 milione. E infine c’è la questione ‘physique du rôle‘: il numero uno interista apprezza l’intelligenza tattica e il carisma del mister toscano, meno o per nulla il suo carattere eccessivamente polemico e ‘piagnone‘, molto simile a quello di Marcello Lippi, l’odiato per eccellenza nell’ambiente ‘bauscia’.

 

Raffaele Amato