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Calciomercato, Wallace all’Inter: chi ci guadagna davvero?

Wallace (Getty Images)

CALCIOMERCATO INTER WALLACE / MILANO – Un giornale italiano ieri mattina ha titolato in prima pagina: “L’Inter chiude per Wallace. E’ lui l’erede di Maicon“. Qualche interista con la memoria di un elefante, alla lettura di ciò e dopo aver fatto brevemente mente locale, di sicuro ricorderà che tale festosa premonizione venne fatta anche in favore di Jonathan; eh sì, anche il tracagnotto brasiliano quando sbarcò in nerazzurro venne immediatamente paragonato all’ex sfondatore della fascia destra del ‘Meazza’, adesso molto più che irriconoscibile alla Roma di Rudi Garcia. Ma oltre all’esagerazione del paragone, assai stucchevole, tra un diciannovenne con appena 18 presenze nel campionato brasiliano con la maglia del Fluminense e un giocatore sul tetto d’Europa e del mondo per molti anni, va sottolineato che il presunto talento Wallace sia pronto a sbarcare a Milano solo con la formula del prestito: il che significa che fra dodici mesi il verdeamarelo dovrà ritornare al Chelsea, che lo ha pagato circa 5 milioni quasi otto mesi fa; gli inglesi pare siano convinti di puntare su di lui negli anni a venire. Quindi, come può essere considerato ‘erede’ un giocatore che fra poco meno di un anno l’Inter è sicura di perdere? Questo il primo punto.

Il secondo, invece, è di natura tecnica: secondo alcuni esperti di calcio brasileiro, quelli per intederci non legati al cartellino di Wallace o al suo entourage, considerano l’adolescente di Rio de Janeiro un jogador assai grezzo, privo di alcuni ‘fondamentali’, ritenendo addirittura quasi incomprensibile il suo arrivo alla corte di Mazzarri – che ha già in rosa molte ‘gatte da pelare’ – seppur a titolo temporaneo. Non pronto, a dirla con onestà, per essere o diventare un pilastro della ‘Beneamata’ nell’immediato. Dubbi anche sul ruolo: molto più esterno alto che terzino, nullo dal punto di vista difensivo: ha partecipato con la sua nazionale al sudamericano under 20 (3 presenze), con scarsi risultati, ma in modo continuo non gioca da fine novembre 2012; ultima partita, il 25 novembre 2011: Sport Recife-Fluminense, 1-1.

Dal suo approdo a Milano, chi ci guadagna allora? Sicuramente il suo entourage – in commissioni-trasferimento e futuro ‘miglioramento’ contratto una volta che farà ritorno in Inghilterra – che in Brasile dicono sia bravissimo a ‘sponsorizzare’ il giocatore un po’ qua e un po’ là: composto dall’agente Fred Moraes, che negli ultimi giorni ha rilasciato più interviste di Thohir Moratti e Zanetti messi insieme, e Roberto Calenda, di casa all’Inter. L’italiano cura, tra gli altri, gli interessi di Juan Jesus, con il quale la società meneghina sta discutendo – nel vero senso della parola – adeguamento stipendio e rinnovo contrattuale: coincidenza? E il Chelsea, che non potendolo fare giocare in Premier League – causa non concessione permesso di lavoro da parte della Football Association -, potrà così vederlo all’opera in un campionato agonisticamente assai complicato. Il rovescio della medaglia è palese: con questa operazione l’Inter non copre alcun buco sulla corsia destra: Wallace non è ancora pronto per il calcio europeo, al netto dei complimenti di cirostanza elargiti nei suoi confronti da José Mourinho, tantopiù per quello italiano; per lui non sarà facile inserirsi in breve tempo nell’undici e nel 3-5-2 di Mazzarri, non abituato ad aspettare e valorizzare sbarbatelli nostrani, figuriamoci quelli esotici. Tradotto: la dirigenza di Corso Vittorio Emanuele dopo questa operazione dovrà comunque trovare un altro laterale sul mercato, ovvero spendere soldi per un rinforzo affidabile e da Inter con ambizioni europee.

 

Raffaele Amato