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Inter, bilancio Usa: promossi e bocciati di Mazzarri

Mazzarri e la squadra nerazzurra (Getty Images)

INTER, MAZZARRI PROMOSSI BOCCIATI / MILANO – “La squadra comincia a capire i meccanismi, è solida e si è fatto un altro passo avanti. Il risultato contro il Real Madrid è bugiardo, abbiamo creato almeno 6-7 palle gol, ma non siamo stati lucidi. Nel complesso posso dirmi soddisfatto“. Così Walter Mazzarri ha provato nascondere i difetti dell’Inter palesati nella negativa tournée negli Usa, con i nerazzurri che hanno ottenuto una vittoria (ai rigori dopo l’1-1 al 90′) e tre sconfitte con un totale di 10 reti subite ed una sola segnata. Il tecnico toscano ha cominciato a fare un primo bilancio:

PROMOSSI – Tra i migliori ci sono sicuramente gli argentini Campagnaro, Alvarez e Palacio. Il primo, anche se nuovo arrivato, ha dimostato di conoscere bene Mazzarri con cui lavora da 7 anni e si è già dimostrato capace di fare il leader del reparto difensivo. Ricky sta tornando Maravilla: a volte gli è mancato il gol, ma ha regalato lampi di genio e si è dimostrato dedito al sacrificio in tutte le zone del campo in cui ha giocato. Infine il Trenza si è confermato l’uomo che in attacco può fare reparto da solo, oltre alla naturalezza con cui gioca insieme alla squadra. Nota di merito anche per Nagatomo: il giapponese è stato il migliore sulle fasce sia quando è stato schierato a destra che quando è stato dirottato a sinistra.

BOCCIATI – Proprio dalle fasce arrivano alcune note dolenti. Jonathan, dopo gli applausi di Pinzolo contro le formazioni delle categorie minori, ha dimostrato di non essere da Inter. Alti e bassi anche per Pereira che, come ha fatto notare qualcuno, “azzecca un cross ogni 8 tentativi”. Male anche Andreolli, il più spaesato in difesa, e Kuzmanovic che in mediana fatica a recuperare palloni e soprattutto a renderli giocabili. Quantomeno rimandati i due giovani bomber Icardi e Belfodil: gli alibi non mancano, ma la loro scarsa vena realizzativa ha spinto Mazzarri a relegarli in panchina spostando Palacio nel ruolo di prima punta con Alvarez o Guarin a supporto.