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Inter, Bonolis: “Casting?Non so cosa rappresenti”

Paolo Bonolis

Paolo Bonolis

INTER BONOLIS INTERVISTA/MILANO-Il presentatore Paolo Bonolis è stato intervistato da Sky Sport 24, per parlare della situazione che si è creata in casa Inter e della scelta del nuovo allenatore. Queste le sue prime parole: “Sta andando per le lunghe, scelte un po’ confuse. De Boer scelto da un presidente dimissionario e lui, povero cristo, era uno straniero in terra straniera. Marcelino e Pioli vanno bene, magari anche per il lungo periodo. Ora basta che decidano, penso si debbano affidare a un gruppo di fiducia come quello composto da Ausilio, Gardini e Zanetti, e lasciare che decidano loro. I cinesi ci mettono tanta buona volontà, ma devono lasciar fare, altrimenti diventa tutto troppo complicato“. Gli domandano, un parere sul casting per la scelta del nuovo tecnico e lui spiega: “Non so cosa rappresenti. Spero che questi colloqui, che magari potrebbero essere fatti più in sordina, possano portare un allenatore che possa cominciare a confezionare quella che poi sarà l’Inter della prossima stagione. Se poi però anche questo tecnico sarà un traghettatore, allora diventa tutto come la Tela di Penelope. Preferirei un italiano in panchina, perché con uno straniero si potrebbe ripetere la stessa situazione di De Boer: esperimenti, tempo perso, magari perdendo punti e con un senso di sfiducia che poi si innesca nella squadra. Abbiamo questo Gabigol, che però non gioca mai. E mi faceva sorridere De Boer che spiegava come si dovesse aspettare il suo adattamento al calcio italiano: da che pulpito! Ripeto: serve un uomo vicino a Icardi”. Infine, le sue delucidazioni sulla squadra: “L‘Inter sta giocando veramente male per evidenti errori tecnici. Si gioca con due giocatori in meno, perché i due terzini non sono di livello adeguato e in fase di possesso non hanno la tecnica che serve. Sarebbe ideale il 3-5-2, anche per non lasciare solo Icardi. In fondo, la Juve che vince è anche una squadra estremamente difensiva. L‘Inter gioca molto sugli esterni con Candreva e Perisic, ma sono due ali che difficilmente tagliano dentro l’area. E allora, con i centrocampisti che non si sbilanciano vista la sfiducia verso i due esterni bassi di cui parlavo prima, ecco che per Icardi è difficile giocare sempre solo. E’ anche vero che all’Inter quest’anno non va bene nulla: dall’autogol di Santon col Palermo a quello di Nagatomo con il Southampton, passando per la carambola tra Murillo-palo-Handanovic con il Cagliari“.

 

Luigi De-Stefani