Inter, il ‘bomberino’ del futuro: “Vi svelo il segreto dei campioni”

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Samuele Longo (Getty Images)

INTER SAMUELE LONGO INTERVISTA / MILANO – Lo chiamano Sam, qualcuno invece Samu, altri l’attaccante del futuro. Lui è Samuele Longo: “I tifosi mi fanno sentire chissà chi. Io sono semplicemente uno di loro“, ha raccontato il giovane attaccante dell’Inter durante una lunga intervista per il canale tematico del club. Dieci giorni a Pinzolo, a respirare aria pura, aria di montagna, ad assaporare l’esperienza e la bravura dei grandi campioni nerazzurri. Ne sono rimasti in pochi, a dir la verità. Tanta fatica e tanto allenamento, nulla a che vedere con la Primavera, di cui era fino a poco tempo fa il leader indiscusso, almeno in campo: “I giocatori di un certo spessore sanno già cosa devono fare con la palla. Giocando con loro ho la possibilità di fare molti più gol”. Una differenza chiara e netta tra le giovanili e la prima squadra c’è: “Nel calcio dei ‘grandi’ la tua testa deve girare più velocemente – ha spiegato – Quando ti arriva il pallone fra i piedi devi già sapere cosa fare”.

Al di là di tutto, per Longo si è presentata un’occasione unica. Far parte della prima squadra, anzi, di più. Sarà, a meno di neve ad agosto, il vice-Milito: “Diego ogni tiro che fa è un gol. Cercherò di sfruttare questa chance, dando il massimo per poter ambire a un posto in squadra. Ce la metterò tutta per cercare di ricambiare la fiducia che mi è stata concessa”. Non solo come alternativa al Principe. La baby speranza interista è pronto a giocare in tutti i ruoli del reparto d’attacco. Una sorta di jolly alla ‘Zanetti’: “Il mio ruolo è quello di attaccante centrale, ma potrei giocare ovunque. Dove il mister avrà più bisogno. L’importante è scendere in campo – ha aggiunto – Punti deboli e punti di forza? Calcio meglio col destro, anche se nell’ultima stagione ho segnato maggiormente col sinistro. Devo migliorare sui colpi di testa“. Come sempre, il bomberino mostra idee molto chiare sul suo futuro e sulla sua avventura all’Inter. Giovanissimo, ma già maturo per palcoscenici di grido. L’anno zero chiama, Longo risponde.

 

Raffaele Amato