Samuel: “Basilea sarà l’ultima avventura. C’era la Samp, ma dopo l’Inter…”

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Samuel con la maglia del Basilea
Samuel con la maglia del Basilea

INTER SAMUEL / BASILEA (Svizzera) – Ai microfoni della ‘Basler Zeitung’, Walter Samuel ha raccontato le sue impressioni in questo primo assaggio di Basilea. Passato, presente e futuro per ‘The Wall’, che ha parlato anche di Fabian Schär, suo compagno di reparto su cui l’Inter ha messo gli occhi da tempo. Ecco le parole del difensore argentino: “Sapevo già che quello svizzero è un buon calcio, ma non credevo che il campionato fosse tanto difficile, che il gioco fosse così veloce e che ci fossero così tanti talenti. I miei compagni? Se devo fare un nome, dico Taulant Xhaka: è molto versatile e riesce sempre a mettersi in mostra, a prescindere dal ruolo in cui è impiegato. Secondo me potrebbe giocare tranquillamente in Serie A. Il Basilea invece in Italia potrebbe stare tranquillamente nella parte alta della classifica, non sarà al livello di Juventus e Roma ma con le altre squadre se la può giocare. Non mi aspettavo di venire qui, è stata una piacevole sorpresa: avevo avuto una buona offerta dalla Sampdoria, ma l’offerta non mi convinceva. Non ho nulla contro la Sampdoria ma in Italia avevo già ottenuto tutto quello che potevo con la Roma e poi con l’Inter. Ho quindi pensato ad un’esperienza all’estero, ma appunto non mi aspettavo che mi chiamassero dalla Svizzera perché non avevo mai avuto contatti con loro”.

Come sono arrivato qui? Io non ho un procuratore, un mio amico mi ha parlato del club e nel giro di pochi giorni abbiamo trovato l’accordo senza che nessuno sapesse nulla. Non so se è giusto definirla “avventura”, ma certamente per la mia famiglia è un pretesto per provare una nuova esperienza. Comunque si tratta del Basilea, non di un club qualsiasi, è una squadra che può farsi valere in tutta l’Europa. Anche Kuzmanovic, mio compagno all’Inter, mi ha detto che in futuro tornerebbe volentieri qui: quando ha saputo che avevo firmato col Basilea mi ha subito chiamato per complimentarsi. Insolito non avere agenti? L’ho avuto fino a quattro anni fa, poi ho scoperto che posso gestirmi da solo. Non ho bisogno dell’aiuto di nessuno. Critiche dopo la sconfitta col Real? E’ normale quando hai 36 anni e non giochi bene. Non sono preoccupato, però. Con l’Inter l’anno scorso ho giocato 15 partite in sei mesi e non ho avuto problemi. Le critiche sono normali, lo hanno fatto anche in Italia e io posso soltanto lavorare sodo senza alzare la voce. Questa è l’unica cosa che posso promettere. Per ora non sono molto contento di come sto andando, ho saltato tutta la preparazione anche se non voglio usare questo come una scusa. Lì in mezzo alla difesa comunque siamo messi bene, Schär e Suchy stanno facendo un ottimo lavoro. Schär? Con lui interagisco ancora a gesti e poi con il poco inglese che so; come si dice, il linguaggio del calcio è internazionale. Mi spiace molto non aver imparato prima l’inglese, ci ho provato spesso ma non ne sentivo il bisogno e ho rinunciato, ora devo riprendere. E il prossimo passo sarà imparare il tedesco, anche se mi hanno già detto che è una lingua molto difficile”.

Critiche anche in Italia? Sì, ma lì i fischi si propagano dalla partita fino agli allenamenti e viceversa. In Svizzera la gente si comporta in maniera più civile, qui nessuno ha mai fatto pressione e posso sempre girare tranquillo per la città. Questo mi piace molto. Ora voglio godermi questo anno al Basilea. Non so ancora se sarà soltanto un anno, ma so per certo che il Basilea sarà la mia ultima squadra. Poi proverò a studiare, voglio capire se posso diventare un bravo allenatore. Rispetto molto questo lavoro, gestire una rosa è diverso dal preparare una partite, ma io ho il vantaggio di aver imparato molto da grandi allenatori come Bielsa e Mourinho. Lo ‘Special One’ è unico per il suo modo di saper creare un gruppo affiatato. A molti sembra arrogante, soprattutto con i giornalisti, ma lo fa per togliere pressione alla squadra”.

Alessandro Caltabiano