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Inter, Andreolli: “Io titolare? Meglio il bene della squadra. I tifosi e la difficoltà di Vidic…”

Marco Andreolli

INTER ANDREOLLI / MILANO – Marco Andreolli, difensore dell’Inter, ha risposto sul Twitter ufficiale della società – direttamente dagli studi di ‘Inter Channel’ – alle domande dei tifosi nerazzurri.

#askANDREOLLI

Saint Etienne-Inter che partita è stata?
“E’ stata una gara a due volti: giocato un grande primo tempo in un ambiente caldo, mentre nella ripresa siamo stati poco lucidi. C’è stato anche un calo fisico, ma ora dobbiamo prepararci alla sfida col Verona”.

Da piccolo facevi altri ruoli?
“Ho iniziato come ala all’età di 6-7 anni. Nelle giovanili del Padova ho poi giocato a centrocampo, classico mediano. Con gli anni sono passato in difesa… ed è andata bene così”.

I tuoi giocatori preferiti da piccolo?
“Tanti difensori della scuola italiana. Non si poteva non rimanere colpiti da Ferri e Bergomi.. Come difensore straniero ho sempre avuto un debole per Blanc. Ma non si può non citare Facchetti: è stato un esempio di questa società e ha fatto la storia dell’Inter”.

Come trascorri il tempo libero?
“Quando ho tempo vado spesso a vedere l’Armani (basket,ndr). Mi piace molto viaggiare, vedere le mostre, visto che ho fatto il liceo artistico”.

Cosa fai per motivarti prima di scendere in campo?
“Di solito cerco sempre di trovare nuove motivazioni, nuovi stimoli, obiettivi più alti da raggiungere”.

Fra Cordoba, Materazzi e Samuel qual è il difensore che ti ha impressionato di più caratterialmente e tecnicamente?
“Tutti e tre avevano delle caratteristiche simili, pur essendo diversi tra loro. Materazzi era più estroverso e giocoso, Ivan e Walter erano più introversi ma al momento giusto sapevano tirar fuori grande grinta. Il difensore perfetto dovrebbe essere un mix di tutti e tre”.

Come ti senti a indossare il numero 6 che fu di Picchi e Lucio, due che alzarono al cielo la Coppa dei Campioni?
“E’ un incarico pesante ma per me è anche un grande orgoglio. Il 6, che fu anche di un fuoriclasse come Djorkaeff,  lo scelsi già quando ero in tenerà età…”.

Cosa pensi dei tifosi dell’Inter?
“Gli interisti sono particolari: hanno tanta passione e tanto amore per la maglia nerazzurra. Ma sono anche difficili da accontentare, soprattutto dopo tanti anni di successi. Ora abbiamo bisogno del loro sostegno per tornare ai vertici”.

Speri di trovare più spazio?
“Ovvio che sì, ma è l’allenatore che deve fare le scelte. Per fortuna ci sono tante partite da giocare, la cosa più importante è lasciare da parte le proprie ambizioni per cercare di crescere come squadra”.

Un parere su Bonazzoli e Palazzi.
“Due giovani di gran qualità, al contatto con la prima squadra stanno crescendo molto”.

Gli attaccanti più forti che hai affrontato?
“Il trio offensivo dell’Inter 2009-2010, che faceva paura a tutti”.

Il consiglio che ti ha fatto crescere di più?
“Difficile trovarne uno visto che ne ho ricevuto tanti, soprattutto quando ero ragazzo. Più dei consigli valgono le esperienze che uno fa. Però ricordo le parole di Facchetti quando io mi stavo affacciando alla prima squadra”.

Con quali compagni di squadra hai legato di più?
“Attuali son tanti, però dico Ranocchia, ora mio compagno di stanza e che conosco da molti anni”.

Vidic ti dà suggerimenti vista la sua grande esperienza?
“Ha ancora difficoltà con l’italiano, ma a volte ci capiamo col mio non perfetto inglese. Assieme ci si confronta prima e dopo le gare, tra me e lui è sempre uno scambio di informazioni. Aspettiamo un Vidic ‘più italiano’ per guidare con ancora più vigore tutta la difesa”.