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Milan-Inter, Pioli: “Storia fatta di grandi partite, abbiamo tutto per vincere”. E Icardi…

Mercato Inter, Pioli
Milan-Inter, Pioli in conferenza stampa ©Getty Images

MILAN-INTER PIOLI ICARDI CONFERENZA STAMPA / MILANO – Milan-Inter, cresce l’attesa. A due giorni dall’atteso derby milanese, che sancirà anche il suo debutto ufficiale sulla panchina nerazzurra, Stefano Pioli si è presentato in conferenza per parlare ai cronisti raccolti nella sala stampa di Appiano Gentile. Il tecnico emiliano era accompagnato dal capitano, Mauro Icardi.

Pioli: “L’aria è quella giusta, sono orgoglioso di come i ragazzi hanno lavorato in questi giorni. Ho trovato buone capacità tecniche, disponibilità, attenzione e professionalità. Ieri ho dormito tranquillo, sono al massimo della mia maturazione e mi trovo a dover gestire un gruppo di grande qualità, con l’appoggio della dirigenza e di una tifoseria stupenda come quella dell’Inter, che mi ha accolto molto bene. Dobbiamo interpretare la gara con un cuore caldo e una testa fredda, sono qui da pochi giorni e ho cercato di preparare la gara trasmettendo tutta quella che è la mia passione, adesso dobbiamo far bene sul campo. I sudamericani? Li ho trovati bene, e quando la testa è nelle condizioni giuste si può sopperire anche ai limiti fisici. Comunque mancano ancora due giorni e mezzo, perciò abbiamo due sedute di allenamento e ci sono i margini per recuperare qualcosa”.

Icardi: “Quando c’è un nuovo mister tutti puntano a dare il meglio per impressionarlo, lui è arrivato e ha dato fiducia a tutti, abbiamo fatto un buon lavoro e adesso è il momento di mostrarlo anche in campo. Mi manca il gol al Milan? Io resto freddo, fare gol è il mio lavoro e io non guardo chi c’è davanti e chi no, perciò non credo si tratti di emozione. Per me gli avversari sono tutti uguali. Ci voleva un tecnico italiano? Su questo i giornalisti hanno montato un po’ di casino, io avevo detto che serviva un tecnico italiano perché in questo punto della stagione era troppo tardi per far ambientare un nuovo tecnico straniero. Siamo quasi a Natale e il nostro periodo non è buono, perciò ho detto che serviva un tecnico che conoscesse il calcio e anche un po’ le nostre caratteristiche. Gli argentini mi vogliono in Nazionale? È certamente un onore, ma io faccio il mio lavoro qui e poi vedremo”.

Pioli: “Icardi poco servito? La squadra deve avere più propensione offensiva e tanti giocatori devono occupare l’area avversaria, dobbiamo essere imprevedibili e cercare la profondità, su questo stiamo lavorando. Ogni domanda sull’impegno dei giocatori è legittima, ma io ho la competenza per capire la voglia dei miei giocatori e vedo che loro vogliono cogliere l’occasione, siamo l’Inter e non siamo nella posizione di classifica che ci compete. Dobbiamo provare a battere il Milan anche per dare una scossa alla stagione. Il derby di Roma è diverso, non vedo l’ora di giocare anche questo e parlerò delle mie impressioni quando avrò vissuto anche questo. Il derby comunque è il derby, e noi dobbiamo fare il massimo per renderlo nostro”.

Icardi: “Pioli ultima occasione per noi? Paga sempre l’allenatore, ma noi abbiamo comunque responsabilità. Con Mancini quest’anno non abbiamo fatto niente, è andato via prima di cominciare. De Boer ha portato qualcosa di nuovo e si son viste delle buone cose, ha portato più giocatori in fase offensiva e ha cambiato tanto. Adesso c’è il nuovo mister e l’ambiente è cambiato ancora, noi giocatori dobbiamo prenderci le nostre responsabilità, non dare la colpa ai vari allenatori perché in campo ci andiamo noi, dobbiamo dare il massimo ogni domenica. Non possiamo impegnarci soltanto nel derby, contro la Juventus abbiamo dimostrato che possiamo far bene quando lo vogliamo tutti insieme, a prescindere dall’allenatore, perciò dobbiamo fare la stessa cosa in tutte le partite”.

Pioli: “Credo che sia la testa a comandare le gambe, perciò ho puntato maggiormente su quella, dovremo esser bravi a stare dentro la partita. Dobbiamo pensare che ogni pallone può essere quello decisivo, dobbiamo cercare di non passare in svantaggio e anche essere squadra, essere un gruppo, perché le difficoltà arrivano per tutti ma una grande squadra si vede perché riesce a superarle. Brozovic simile a Parolo? Dipende molto dall’equilibrio della squadra, Marcelo è aggressivo e dinamico ma ha anche tanta tecnica, secondo me ha tutto per diventare un centrocampista completo. Sono tranquillo perché ci sono tutte le situazioni al momento giusto, i giocatori, la dirigenza si fa sentire, i tifosi hanno tanta passione, abbiamo tutto per mettere in campo il nostro massimo potenziale. Il Milan ha trovato compattezza perché Montella ha dato tranquillità e una nuova fisionomia, ma noi abbiamo le armi giuste per metterli in difficoltà”.

Icardi: “Domani è importante vincere, se facciamo un filotto di vittorie possiamo tornare in corsa per la Champions League. Io non devo fare l’ambasciatore perché sono il capitano, qui eravamo in quindici ad allenarci durante la sosta, io parlo con i giocatori che fanno un ruolo simile al mio e chi gioca più indietro parla con i suoi compagni di reparto; non sono io che devo parlare, tutti devono metterci la loro responsabilità. Cosa mi ha colpito del mister? Mi ha colpito la sua voglia di trasmetterci le sue sensazioni, ci è molto vicino e questo ci permette di essere più concentrati. Cosa penso di de Boer? Non è stato facile perchè è arrivato poco prima dell’inizio del campionato, non ci conoscevamo e non è facile per nessuno. Lui ci ha trasmesso la sua voglia di creare nuove cose e renderci professionisti, e anche sul campo voleva darci qualcosa che non avevamo, poi la società fa le sue scelte e in questi casi paga sempre l’allenatore. Suso esulterà in caso di doppietta? Io penso più alla squadra che a me stesso, poi certamente sono un attaccante e tocca a me far gol. Infastiditi per i punti di distacco dal Milan? Ci dà fastidio essere in un momento negativo, ma in questo punto della stagione non vuol dire niente, dobbiamo pensare a noi stessi e poi a maggio si vedrà se ognuno è dove merita di essere”.

Pioli: “Cosa non ha funzionato finora? Penso che non sia più il caso di pensare al passato, adesso dobbiamo guardare avanti e pensare a fare il massimo per risolvere la situazione. Jovetic? Ho tante scelte e le mie scelte sono dettate dal lavoro settimanale, dalla strategia e dall’avversario. Lui è un ottimo giocatore, tutti quelli che lavorano avranno la possibilità di giocare e lui deve star tranquillo. L’Inter? Non è una squadra normale, l’Inter è l’Inter, ha una storia importantissima fatta di grandi partite e ai miei giocatori dico che dobbiamo buttare sul campo tutte le energie che abbiamo. Quello è l’aspetto più importante al di là di tattica, essere perfetti è impossibile, nessuno è perfetto, ma soltanto se ci mettiamo la nostra passione possiamo rendere quest’avventura una cosa positiva. Poi decideremo quanti attaccanti usare, come attaccare, come far male quando recupereremo la palla, ma prima di tutto voglio impegno e spirito di squadra”.

Alessandro Caltabiano