Inter, Amarcord nerazzurro: Lothar Matthäus e lo Scudetto dei ‘Record’

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Lothar Matthäus

AMARCORD INTER MATTHAUS / Decimo appuntamento con ‘Amarcord nerazzurro’, la rubrica di Interlive.it che ripercorre la carriera dei giocatori più importanti della storia dell’Inter. Oggi è il turno di un campionissimo, Lothar Matthäus.

Inter, Lothar Matthäus e lo Scudetto dei ‘Record’

Nato ad Erlangen il 21 marzo 1961, dopo cinque stagioni al Borussia M’gladbach il tedesco passa nel 1984 al Bayern Monaco dove resta per quattro anni vincendo di tutto, tranne la Coppa dei Campioni. Nell’estate 1988 il passaggio all’Inter insieme al terzino Andreas Brehme, quest’ultimo arrivato a prezzo ‘stracciato’ e col tempo rivelatosi uno dei migliori terzini della storia nerazzurra. In quella stagione Lothar Matthäus trascinò la squadra a alla vittoria dello Scudetto… dei ‘Record’, con 58 punti conquistati su 68 disponibili con uno score di 26 vittorie, 6 pareggi e solo 2 sconfitte: una roccambolesca per 4-3 a Firenze contro la Fiorentina, anche a causa di un retropassaggio suicida di Bergomi negli ultimi minuti di partita che regalò al povero Borgonovo il gol della vittoria. La seconda sconfitta avvenne alla penultima giornata contro il Torino per 2-0, con già il Tricolore sul petto. In Coppa Italia la squadra di Trapattoni venne eliminata subito e sempre con lo stesso punteggio di 4-3 dalla Fiorentina che vinse al ‘Meazza’ la partita decisiva dimostrandosi fin da subito la nostra autentica bestia nera di quella stagione comunque straordinaria.

Clamorosa invece l’eliminazione in Coppa Uefa: dopo aver eliminato il Brage Borlange e il Malmoe,la squadra nerazzurra affrontò il Bayern Monaco e dopo aver vinto 2-0 in trasferta, anche grazie alla stupenda e indimenticata cavalcata palla al piede di Nicola Berti, si fece clamorosamente eliminare perdendo 3-1 in casa. L’allenatore della squadra tedesca era quello stesso Jupp Heynckes che nel campionato 1979/80 con il Borussia M’gladbach eliminò sempre in Coppa Uefa la squadra di Eugenio Bersellini, futura campionessa d’Italia, vincendo 3-2 a San Siro dopo i tempi supplementari, dopo che all’andata le due formazioni avevano pareggiato 1-1. In quella stagione Matthäus fu autore di 9 reti in campionato, tra cui quella che regalò il titolo contro il Napoli di Maradona con un perfetto calcio di punizione, dopo che Berti, complice la deviazione di Renica sul suo tiro al volo, aveva pareggiato il gol di Careca il quale aveva momentaneamente portato in vantaggio i partenopei nel primo tempo. In Coppa Italia fu autore di 3 reti mentre rimase a secco in Coppa Uefa.

La stagione successiva era piena di aspettative da parte del popolo nerazzurro, anche perché all’Inter arrivò un altro tedesco, l’attaccante Jurgen Klinsmann che andò a sostituire Ramon Diaz. L’annata iniziò subito male con l’eliminazione dalla Coppa dei Campioni da parte del Malmoe: vittoria degli svedesi 1-0 in casa e pareggio 1-1 a ‘San Siro’, nonostante Serena avesse illuso grazie al gol del vantaggio. Fu Engqvist a nove minuti dalla fine a pareggiare e chiudere i conti. In quella stagione la formazione di Trapattoni si dovette accontentare della Supercoppa Italiana, battuta la Sampdoria 2-0 grazie ai gol di Cucchi e Serena, mentre in Coppa Italia nel girone a tre con Ascoli e Roma, fù incredibilmente la formazione marchigiana a passare il turno eliminando le due blasonate avversarie. L’Inter chiuse il campionato ’89/90 al terzo post,o dietro a Milan e Napoli. Per Matthäus quell’anno i gol furono 11 in campionato e 2 in Coppa Italia. In compenso si ‘consolò’ con la vittoria del Mondiale 1990, che si disputò proprio in Italia, battendo in finale l’Argentina di Maradona grazie al rigore siglato da Andreas Brehme.

Grazie al Mondiale vinto, il centrocampista tedesco venne insignito del Pallone d’Oro e l’annata 1990/91 regalò gioie importanti sia al calciatore tedesco che alla squadra nerazzurra. Se in campionato le cose non andarono benissimo visto che la formazione di Trapattoni giunse nuovamente al terzo posto dietro a Sampdoria e Milan (secondo per differenza reti). La Coppa Italia come al solito risultò indigesta e questa volta fu il Torino a eliminare i nerazzurri agli ottavi. Le gioie arrivarono dalla Coppa Uefa: dopo le sofferte vittorie al primo turno contro Rapid Vienna e Aston Villa, la formazione milanese trascinata anche da un Matthäus in gran spolvero autore, finalmente anche di 6 reti, eliminò Partizan Belgrado, Atalanta e Sporting Lisbona, vincendo sempre in casa e pareggiando in trasferta fino alla doppia finale con la Roma. Nella gara di andata Klimnsmann e Berti ipotecarono la coppa e a nulla valse al ritorno il gol di Rizzitelli nei minuti finali. Nel 1991/92 arrivò sulla panchina dell’Inter Corrado Orrico: fu un’annata disastrosa sia per la squadra che per Matthäus. In Coppa Uefa i nerazzurri vennero clamorosamente eliminati al primo turno dal Boavista, in Coppa Italia venne fatta fuori ai quarti dalla Juventus, mentre in campionato terminò all’ottavo posto. Al termine, il centrocampista tedesco decise di tornare al Bayern, dove gioco fino al 2000. Con l’Inter collezionò 153 presenze siglando 53 gol. Matthäus è stato un fuoriclasse e resterà per sempre un idolo degli interisti.