Calciomercato Inter, (ri)scocca l’ora di Ausilio | Conferme su Eriksen

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Cessioni degli esuberi e plusvalenze entro giugno per mettere un po’ in ordine il bilancio, altrimenti partenza di un big. Apertura Inter all’addio di Eriksen

Piero Ausilio (Getty Images)

Ausilio si riprende la scena. Come già in passato, toccherà al Ds scongiurare la cessione di uno o più big per mettere un po’ in ordine il bilancio. Quello di giugno prossimo potrebbe segnare un passivo tra i 120 e i 130 milioni di euro… In che modo? Cedendo quei giocatori che non rientrano nei piani futuri, parliamo in particolare di quelli che torneranno alla base da prestiti o mancati riscatti (da Lazaro a Joao Mario) ma anche di alcuni presenti nell’attuale rosa di Conte, vedi Pinamonti e Vecino, o di qualche talento al momento a farsi le ossa altrove, da Pirola fino a Brazao. Insomma Ausilio dovrà nuovamente vestirsi da ‘Mago’ delle plusvalenze, plusvalenze più o meno ‘gonfiate’ per evitare il peggio. Per le altre news di calciomercato e non sui nerazzurri CLICCA QUI.

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Calciomercato Inter, un big da ‘sacrificare’: conferme sul nome di Eriksen

Inter
Christian Eriksen (Getty Images)

Se Ausilio dovesse fallire nella sua missione, del resto il prossimo calciomercato sarà poverissimo anche a causa degli effetti della pandemia, ecco che diventerebbe inevitabile il ‘sacrificio’ di un big. In tal senso il nome più accreditato è sempre quello di Lautaro Martinez, in alternativa quello di Brozovic per il quale non si registrano movimenti in ottica rinnovo del contratto in scadenza a giugno 2022.

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Il ‘Corriere dello Sport’ stamane fa però maniera decisa il nome di Eriksen: il danese è costato ‘solo’ 27 milioni e, con il rilancio di questi ultimi mesi, potrebbe consentire all’Inter di realizzare una facile plusvalenza. Il quotidiano romano conferma quanto già scritto da Interlive.it tre giorni fa, ovvero che di fronte a una proposta valida, almeno 30 milioni, il club di viale della Liberazione aprirebbe alla vendita del classe ’92, che per caratteristiche rimane un elemento non così congeniale all’idea di calcio di Conte.