Il doppio volto dell’Inter di Inzaghi | Cambi di formazione tra Samp e Real

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Inter rivoluzionata: le formazioni che Simone Inzaghi sceglierà di schierare in campo contro Sampdoria e Real Madrid saranno diverse per motivi specifici

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Simone Inzaghi (Getty Images)

Terminata la parentesi Nazionali, molti calciatori faranno rientro alle sedi dei propri club dove ad attenderli ci saranno dapprima il campionato e poi l’impegno internazionale di Champions League. Entrando più nel dettaglio, i nerazzurri si ritroveranno a fronteggiare la Sampdoria fuori casa la prossima domenica 12 settembre verso ora di pranzo; il Real Madrid a Milano il prossimo mercoledì 15 settembre in una magica cornice serale. Per i due vicini impegni dell’Inter il tecnico Simone Inzaghi dovrà accuratamente selezionare le proprie risorse, lasciando in panchina chi potrebbe non essere nelle adeguate condizioni fisiche ed inserendo chi sia in grado di non alterare gli equilibri tattici. A Genova, infatti, è ormai data per scontata la presenza di D’Ambrosio come centrale di destra nella difesa a tre, per far rifiatare Skriniar. Davanti a lui, nella zona mediana, ci dovrebbe essere Dimarco sulla fascia sinistra con Calhanoglu mezz’ala accanto a Brozovic e Barella. Spazio a Sensi sulla trequarti: sui di lui graverebbe la responsabilità dell’intera manovra offensiva, ma non è certa la presenza per via di un fastidio muscolare. Come conseguenza, la sua assenza potrebbe favorire l’innesto di Satriano davanti a Dzeko o addirittura portare ad un’ulteriore rivoluzione con Calhanoglu avanzato e Gagliardini al centro. Nel big match contro il Real, invece, ci dovrebbero essere tutti i tasselli al loro posto con Correa e Lautaro pienamente reinseriti dopo l’esperienza con la Nazionale argentina.

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Prova di maturità per l’Inter di Inzaghi

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Simone Inzaghi (Getty Images)

Superare positivamente la sfida contro la Sampdoria con una formazione titolare puntellata significherebbe per Inzaghi aver raggiunto un certo grado di maturità nel gestire con saggezza l’impiego dei turnover. Il continuo accavallarsi di impegni internazionali – fra l’altro non visti di buon occhio da Perisic – imporranno spesso ai club soluzioni alternative di questo genere.