Inter-Juve, Allegri: “Loro ancora i favoriti. Adesso Brozovic un giocatore serio”

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Inter-Juve: la conferenza stampa di Massimiliano Allegri in vista della sfida del Meazza di domani sera e valida per la nona giornata di campionato

 

In vista della sfida di domani sera allo stadio Giuseppe Meazza di Milano tra Inter e Juventus, il tecnico Massimiliano Allegri durante la conferenza stampa di presentazione ha dato il su parere sulla partita e sulla sua squadra.

Queste le sue parole sulle condizioni dei calciatori: “Lo vediamo domani sera, tutto dipende dalla partita che giocheremo. Sarà una bellissima partita fra due squadre importanti, l’Inter secondo me è ancora la favorita per vincere lo scudetto. Un test importante contro una squadra forte”.

Gli hanno domandato se sarà già decisiva e lui ha spiegato: “Non è decisiva, vincere permetterebbe a noi di allungare la striscia di risultati. Ai fini della classifica era molto più decisiva quella con la Roma. Non possiamo pensare che in una partita vinciamo o perdiamo il campionato. Bisogna cercare continuità e fare una bella prestazione. Le stagioni si decidono negli ultimi tre mesi”.

Gli hanno chiesto le condizioni di Dybala e se partirà dal 1′ minuto e lui ha spiegato: “Sarà a disposizione, ha fatto due allenamenti con la squadra. Siamo quasi al completo come disponibilità di tutti i ragazzi. Questo è importante: abbiamo ancora diverse partite di qui alla sosta e ho bisogno di tutti. Lo abbiamo visto contro lo Zenit, dove chi è entrato è stato decisivo“.

Gli hanno domandato, se l’atteggiamento dei giocatori che entrano in campo a gara in corso è cambiato e lui ha confermato: “Danno il contributo che devono dare: aiutano i compagni e si mettono a disposizione. Ora, con i cinque cambi, le partite variano intorno al 60′-70′. Chi entra deve vivere la partita come se giocasse anche quando sta in panchina e deve mettere piede in campo con la testa giusta. Il merito è loro: entrano e danno un contributo importante”.

Dopo due anni in cui è rimasto fermo, gli hanno chiesto come è cambiato il suo modo di fare durante la partita e lui ha detto: “I giocatori giocano e gli allenatori allenano soprattutto per sfide come quella di domani. Più che la tensione direi che c’è l’attesa, quella che hai quando giochi una grande partita. Quella è la stessa: domani per la prima volta in due anni in Italia ci saranno 60mila spettatori in uno stadio e vogliamo che sia una bella serata. Ma lo sarà soprattutto se faremo un bel risultato per noi”.

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Gli hanno chiesto dell’importanza di Chiellini in campo e se Chiesa ha bisogno di tirare un po’ il fiato e lui ha risposto: “Per quanto riguarda la formazione, non ho ancora deciso. Siamo rientrati giovedì pomeriggio e oggi abbiamo la rifinitura. Prenderò delle decisioni domani mattina sulla base dell’allenamento del sabato. Chiesa contro lo Zenit ha concluso in porta e fatto bene. Chiellini sta bene e può giocare. De Ligt sta bene, Bonucci pure, Rugani pure ma posso farne giocare solo due. Quando poi De Ligt sarà pronto per giocare a 3 nel centrodestra, potremo provare quell’opzione. Ci sono cinque partite in 15 giorni: chi non gioca domani giocherà la prossima“.

Con lo Zenit, si è visto una Juve che ha fatto la partita e gli hanno domandato se la vorrebbe vedere anche domani sera e lui ha dichiarato: “Non è che non siamo a nostro agio nel fare la partita. Io credo che nel calcio bisogna saper stoppare bene la palla, passarla per bene e smarcarsi per bene. Sono tre componenti fondamentali. Noi a volte le sbagliamo. Non è questione di tecnica ma di attivare la testa. In allenamento tutti devono lavorare per non sbagliare nemmeno una palla, poi nel calcio è impossibile non sbagliare, soprattutto in un calcio veloce e fisico come quello di oggi. Dobbiamo lavorare sui margini di miglioramento dei singoli”.
Gli hanno domandato se è vero che è stato vicino ad allenare la squadra nerazzurra e lui ha spiegato: “In due anni di acqua sotto i ponti ne è passata tanta. Alla fine ho scelto la Juventus e sono contento”.

Gli hanno fatto notare le parole di Bonucci, che ha detto che la squadra bianconera giocava troppo per Cr7, lui ha risposto: “Quando hai un giocatore che fa 30 gol a stagione, è normale che la squadra si appoggi su di lui. Ora che non c’è più, occorre spalmare quei gol su più giocatori”.

Gli hanno chiesto, se potrebbe essere la partita giusta per Bernardeschi e lui ha spiegato: “Domani c’è bisogno di grande attenzione difensiva, di giocare bene tecnicamente perché loro fisicamente ti possono schiacciare e saranno sostenuti dal loro pubblico. Dovremo essere dei killer quando avremo la palla”.

L’altra domanda, ha riguardato l’attaccante della squadra meneghina Edin Dzeko e se gli sarebbe piaciuto averlo nella sua squadra e lui ha detto: “Sa far gol e rifinire, con Lautaro formano una bella coppia. Ma è tutta l’Inter ad essere forte: Barella è cresciuto tantissimo, Brozovic adesso è un giocatore serio. Hanno anche de Vrij e Skriniar dietro… Lo ripeto: l’Inter ha tanti grandi giocatori e ha la squadra più forte del campionato. Per me restano loro i favoriti per lo scudetto”.

Ultima domanda sulle condizioni di Rabiot e Arthur e il tecnico ha risposto: “Rabiot lo vedo oggi, bisogna vedere come è uscito fuori da questa situazione. Arthur è cresciuto e alza la qualità di squadra e passaggio, deve trovare minutaggio“.